Sei disabile e chi se ne frega 1 e 2 – Quando a pagare non è chi perde la sfida – Salvate il papavero afgano

Fatti e misfatti di giugno 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 13 Giugno 2012

Sei disabile e chi se ne frega 1

Un disabile si è trovato lo "scivolo" del marciapiedi inaccessibile in quanto lo spazio antistante era stato occupato da un’auto della polizia municipale. Si è giustamente alterato, ma ancor più si è alterato quando ha scoperto che gli occupanti dell’auto della polizia municipale erano all’interno di un bar a gustarsi tranquillamente un gelato".

Che cosa è successo allora? Che i due occupanti dell’auto della polizia municipale hanno riconosciuto il loro torto, si sono scusati e sono corsi a spostare immediatamente il veicolo lasciato in luogo vietato? Macché. Uno dei due, una viogilessa con il suo bel cono in pugno, ha addirittura preteso di identificare l’uomo, effettivamente su di giri, e avrebbe perfino minacciato di denunciarlo per oltraggio a pubblico ufficiale. Non fa niente, se a pubblico ufficiale colto in flagrante contravvenzione ad una norna tanto particolare e con un ricco gelato in mano, in un bar, durante il servizio. Un altro bel fiore all’occhiello – non c’è che dire – per quel Corpo di vigili urbani della capitale che, specie in questi ultimi tempi, non sta dando, per motivi vari, una bella immagine di sé. E’ stata aperta un’inchiesta amministrativa, d’accordo, ma ormai si sa – specialmente a Roma – come vanno a finire, troppo spesso, certe inchieste amministrative. A tarallucci e vino. E da oggi, magari, a tarallucci, vino e gelati.

Sei disabile e chi se ne frega 2

"I bagni riservati ai deputati disabili – ha denunciato l’onorevole Ileana Argentin al Presidente della Camera, Gianfranco Fini – sono sempre occupati dai colleghi e dai dipendenti di Montecitorio che vanno a rifugiarsi lì per fumare. E così, ogni volta, noi deputati disabili siamo costretti ad aspettare fuori la porta che il fumatore di turno abbia finito la sua sigaretta".

Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, non le ha, però, ancora risposto. C’è da sperare che gli scappi di rispondere prima che a un deputato disabile scappi di nuovo di andare al "suo" bagno.

Quando a pagare non è chi perde la sfida

"La scuola – si legge in una dichiarazione programmatica dell’ Istituto "Giulio Tifoni" di Pontremoli – realizza appieno la propria funzione pubblica impegnandosi per il successo scolastico di tutti gli studenti, con particolare attenzione al sostegno delle varie forme di diversità e di svantaggio. Questo comporta saper accettare la sfida che la diversità pone innanzitiutto nella classe, dove le diverse situazioni individuali vanno riconosciute e valorizzate, evitando che la differenza si trasformi in disuguaglianza".

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Una dichiarazione programmatica, dunque, molto bella e responsabile dal punto di vista umano e dal punto di vista educativo. Solo che, al momento di ricevere le pagelle, cinque alunni di prima elementare – fra i quali uno disabile e tre extracomunitari – hanno scoperto di essere stati bocciati. Bocciati, in due diverse classi, a sei anni. Senza tanti complimenti. E senza tanti problemi per quelle maestre e quei maestri i quali, perdendo la "sfida che la diversità pone innanzitutto nella classe", non sono riusciti a riconoscere e a valorizzare "le diverse situazioni individuali… evitando che la differenza diventasse disuguaglianza…" Alla faccia, insomma, della dichiarazione programmatica, molto bella e responsabile, del loro istituto scolastico.

Salvate il papavero afgano

"In Afghanistan – cifre dell’ "Ufficio dell’Onu per il crimine e la droga" – nel 2011 le coltivazioni di papavero sono aumentate del 7% e il raccolto è aumentato del 61%".

Congratulazioni a quelle truppe Onu alle quali, in Afghanistan, era stato affidato anche il compito di debellare la produzione della droga. E le quali, invece, sono rimaste tranquillamente a guardare. Anche dai loro aerei in missione che – come testimoniato già da tempo da numerose organizzazioni internazionali – mentre spesso sono passati e ripassati a bombardare zone assolutamente desertiche, non hanno sparato neppure un colpo di mitraglia contro un solo papavero. Salvate il soldato Ryan? No: salvate il papavero afghano. Bravi. 


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