Senatori eroi e senatori disertori – La non solidarietà dei calciatori – Moretti come Mussolini

I Fatti e i Misfatti di agosto 2011 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 19 Agosto 2011

Senatori eroi e senatori disertori

"Alla seduta del Senato convocata per ricevere formalmente il testo del Governo sulla manovra finanziaria da 45 miliardi e per poterlo inviare in Commissione – è emerso dall’appello del senatore Vannino Chiti che presiedeva al posto di Schifani – si sono presentati, oltre lui, altri dieci senatori".

Dieci senatori, dunque, su 315. Un’immagine davvero da incorniciare. E che, ove ce ne fosse stato ancora bisogno, sta lì a testimoniare quanto i nostri parlamentari sentano l’importanza del loro ufficio al servizio del Paese. "Dieci eroi – ha definito qualcuno – i dieci senatori presenti: quattro del Pdl, tre del Pd, due dell’"Italia dei valori " e uno del "Terzo polo". Eroi? Ma quali eroi! Semplicemente senatori i quali hanno compiuto il loro dovere. E’ gli altri trecento e più che andrebbero invece qualificati. Come? Magari come "trecento e più disertori". Datisi alla montagna. O al mare. 

 

La non solidarietà dei calciatori   "Tassa di solidarietà – è stato calcolato – tra i calciatori, ad esempio, Ibrahimovic dovrebbe versare 890 mila euro, Eto’o 790 mila, Buffon 590 mila, Totti 480 mila, De Rossi 450 mila, Fliamini e Milito 440 mila, Pirlo e Klose 290 mila, Cavani 230 mila".

 

Ma li pagheranno, i calciatori, quegli euro di solidarietà? Le società, che già pagano loro le tasse normali, hanno fatto sapere che questa tassa di solidarietà la devono pagare i calciatori. La loro associazione, però, ha replicato che no: le tasse – secondo contratto – spettano tutte alle società. E nessuno dei calciatori miliardari, da Ibrahimovic a Cavani, ha fatto sapere che le tasse, per contratto , sono sì a carico delle società, ma questa "di solidarietà se la sentono di versarla personalmente. Per un senso di giustizia e di responsabilità. Per un’etica che suggerisce anche a loro di contribuire, secondo i propri redditi, alle necessità più urgenti del Paese. Un Paese, fra l’altro, che continua ad essere il loro Eldorado. Più o meno a ragione.   Moretti come Mussolini   "La capotreno dell’ "Eurostar 9455" – ha denunciato la rivista dei macchinisti "Ancora in marcia!" – è stata multata dall’azienda perché il 16 maggio scorso, quando il convoglio è stato deviato sulla "linea lenta" Firenze-Roma, ha informato i passeggeri che ciò stava avvenendo per un guasto sulla linea. La parola "guasto", infatti, è tra quelle proibite, da non pronunciare mai, secondo il manuale di "Trenitalia". La capotreno, dunque, non avrebbe dovuto pronunciarla, ma avrebbe dovuto parlare di "controllo tecnico".

 

Si è venuto così a sapere che, sempre secondo questo manuale, è anche vietato informare i passeggeri di un eventuale ostacolo sulla linea (ma bisogna parlare genericamente di un "ingombro") e di un eventuale incendio (ma bisogna limitarsi a dire che è in corso un "intervento dei vigili del fuoco"). Come per accreditare, insomma, che sui convogli di "Trenitalia" dell’amministratore delegato Moretti va sempre tutto bene, tranne – ma solo di tanto in tanto – qualche piccolo insignificante inconveniente. "Tutto va ben – insomma – madama la marchesa". O, peggio, come ai tempi di Benito Mussolini quando in Italia tutto doveve apparire per il meglio, il "Minculpop" aveva dettato le regole per non far apparire le "vicende spiacevoli" e i cronisti inadempienti venivano duramente puniti. Ieri i cronisti, insomma, e oggi i capitreno. Ieri Mussolini e oggi Moretti.
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