Senza cuore, di Marco Onofrio a Palazzo Valentini

La presentazione romanzo giovedì 14 giugno 2012
Enzo Luciani - 9 giugno 2012

Giovedì 14 giugno 2012 alle ore 18 a Palazzo Valentini – Sala Peppino Impastato (Via IV Novembre, 119/a – Roma) sarà presentato il romanzo Senza cuore, di Marco Onofrio.

Interverranno Filippo La Porta (scrittore e critico letterario) e Fulvia Strano (scrittrice e storica dell’arte). Letture di Francesco Sechi

“Senza cuore” di Marco Onofrio (EdiLet – Edilazio Letteraria, 164 pagine – 12,00 euro) – Un romanzo di parola e di immagine. Ma non semplice descrizione di scenari, non solo; perché spazio e tempo sono qui calibrati da sequenze oniriche, dialoghi surreali, rivelazioni dell’inconscio, dolorose confessioni. Non si tratta di fotogrammi in successione lineare sulla pellicola, bensì di vero e proprio montaggio cinematografico diretto con maestria e spregiudicatezza, senza alcun timore reverenziale né incertezza.
La forza straordinaria di questa lucida follia letteraria si accresce poi di una forma a metà tra la poesia e la prosa, geniale miscellanea di citazioni colte e refrain musicali, statiche proposizioni del presente narrante e fughe vertiginose nei flashback.
Superando la forza di gravità del pudore e del tabù, Marco Onofrio costruisce un’architettura complessa di situazioni emotive che coinvolgono il lettore nella vertigine di una memoria profonda, fin dentro la carne e il suo odore.
Onofrio ci immerge nel liquido amniotico della nostra coscienza profonda, senza remore o pentimenti; ci guida con il suono della parola e del verso, come fa il battito cardiaco della madre con il feto, fino alla genesi rivelatrice e catartica che restituisce il respiro. Sino al refolo d’aria che sospinge lontano il cuore espiantato, libero di volare come un palloncino.
Dentro, nelle pagine del libro e lungo il viaggio, una moltitudine di volti e di suoni, di odori e di sensazioni tattili, in un’orgia sinestetica che impedisce perfino di staccarsi dalla riga, di abbandonare il paragrafo per tirare il fiato.

Come sottolinea nella nota critica Filippo La Porta, «La crisi novecentesca del personaggio-uomo riecheggia nell’interrogativo ilaro-tragico dell’io narrante. È un romanzo o un antiromanzo? Un poema in prosa o prosa d’arte implosa? Diario minuzioso di una psicopatologia o memoria fangosa del sottosuolo? Romanzo o delirio di formazione, in cui il protagonista trova, forse, un punto d’appoggio, e “occupa le stanze della vita”, fatte di gioie e dolori, di lavoro e di festa. Ma dovrà passare attraverso i miasmi e i liquori del corpo, le viscere purulente, la violenza ferina e attraverso una turbolenta Mistica dell’Eros. Dovrà infine vomitare il cuore, che si trasforma in palloncino rosso divorato dal cielo blu, per ritrovarlo. Dovrà regredire allo zero assoluto dell’esistenza, per coglierne la sanguinante, atemporale verità».

Marco Onofrio (Roma, 1971) è uno tra i più originali e prolifici scrittori italiani contemporanei. Ha pubblicato diciassette libri (poesia, narrativa, saggistica, critica letteraria) con cui ha ottenuto premi e riscontri critici, a livello nazionale e internazionale. Tra le sue opere di maggior successo: La dominante; D’istruzioni; Emporium. Poemetto di civile indignazione; Ungaretti e Roma; Dentro del cielo stellare. La poesia orfica di Dino Campana; Nello specchio del racconto. L’opera narrativa di Antonio Debenedetti.
 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti