Senza orrore di se stesso

Aldo Pirone - 13 Febbraio 2019

Che l’Europa fosse messa male, lo sapevamo. Che le sue élite o classi dirigenti attuali siano inadeguate al compito di unire il Continente, è ormai risaputo e conclamato. Che questa loro incapacità abbia aperto la strada ai ritorni nazionalisti, è pure accertato. Che a rappresentare oggi il vertice delle sue malcerte Istituzioni siano personaggi incapaci, incompetenti e senza carisma, è più che assodato.

L’ultimo esempio di tanta inanità, per non dire di peggio, l’ha dato domenica scorsa il Presidente dell’europarlamento Antonio Tajani. Chi sia costui – un fervente e prono berlusconiano che da studente ebbe il tempo di essere pure monarchico in pieno ’68 – è inutile ricordarlo in dettaglio. Solo i marchingegni politici autodistruttivi dell’Ue potevano proiettare simile personaggio al vertice dell’Istituto parlamentare.

Domenica 10 febbraio 2019 ha dato un saggio di sé a Basovizza, dove è andato a ricordare le vittime italiane delle foibe. E per ricordarle come si deve ha finito il suo discorso europeista e pacificatorio con il grido: “Viva L’Istria italiana, viva la Dalmazia italiana”. Ovviamente ha subito provocato la reazione di Croazia e Slovenia, anche loro membri dell’Ue. Croati e Sloveni hanno immediatamente ricordato i fasti e i nefasti del nazionalismo fascista italiano che in quelle terre lasciò una lunga scia di sangue e persecuzioni anti slave e anti croate. Il premier sloveno Marjan Sarec, ha ricordato che “Il fascismo era un fatto e aveva lo scopo di distruggere il popolo sloveno”; quello croato, Andrei Plenkovic, ha denunciato le affermazioni dell’incredibile Presidente dell’europarlamento “che contengono elementi di rivendicazioni territoriali e di revisionismo storico”. Il Presidente della Repubblica slovena, Borut Pahor, dal canto suo, ha mandato una lettera di protesta a Mattarella in cui denuncia l’uso di una retorica nazionalista proprio nel momento in cui Italia e Slovenia dovrebbero sostenere il progetto di unità dell’Europa. Infine, il ministro degli esteri della Croazia, Marija Pejcinovic Buric, ha dichiarato che “Tali dichiarazioni sono assolutamente inappropriate, soprattutto se espresse dal presidente del Parlamento europeo”.

Invece di scusarsi, sua nullità ha negato l’evidenza: mi riferivo agli esuli non al territorio, ha detto.

Un uomo “senza orrore di se stesso” direbbe Petrolini


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