Senza più l’Angela custode – E senza più il Presidente Napolitano – La facoltà di evadere anche dal carcere

Fatti e misfatti di febbraio 2013 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 21 Febbraio 2013

Senza più l’Angela custode 

"La Cancelliera Angela Merkel – non ha esitato a dichiarare, questa volta, Mario Monti – non vedrebbe di buon occhio, a Palazzo Chigi, un "leader" della sinistra".

La Cancelliera Angela Merkel, secondo Mario Monti, non vedrebbe dunque di buon occhio a Palazzo Chigi, dopo Silvio Berlusconi, neppure Pierluigi Bersani. Come dire: vedrebbe di buon occhio, "ad escludendum", soltanto lui, il professore. Manovra furbetta di Mario Monti – non c’è che dire – per cercare di convincere gli elettori a dare il loro voto al supposto "preferito" della Cancelliera. Solo che la Cancelliera, ieri, non gliel’ha fatta più e, seppure molto diplomaticamente e signorilmente, l’ha praticamente mandato in un certo posto a fare qualche cosa. Attraverso una nota ufficiale del portavoce del Governo tedesco, infatti, ha seccamente tenuto a ribadire di non essersi mai espressa sulle elezioni italiane né ora né in passato. E, cioè, né su Bersani né su Berlusconi né su Monti né su qualcun altro. Clamorosamente sbugiardando, quindi, il professore che, pure, sembrerebbe essersi dato a nuovi studi per acquisire un dottorato quale "political screen". Dal bocconiano all’italiano, quale "paravento politico". Ora però, pover’uomo, come farà senza più la sua Angela custode?

E senza più il Presidente Napolitano

"Quante volte – ha tenuto a fare sapere, ai vertici dell’ "Associazione Gruppo 2003 per la ricerca scientifica", il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – ho citato purtroppo invano l’esempio della Cancelliera tedesca Merkel la quale, nel momento in cui si poneva dei problemi di contenimento della spesa pubblica e di riduzione del deficit, si preoccupava tuttavia di aumentare gli investimenti pubblici in favore della ricerca".

Esempio, infatti, non seguito dal suo pur apprezzato e fidato "premier" italiano Mario Monti. Il quale, nel momento in cui non si è posto alcun problema nel tagliare selvaggiamente certe spese pubbliche, se n’è allegramente infischiato di aumentare almeno di un euro gli investimenti in favore della ricerca. E così, per Marrio Monti, oltre che dalla Foresta Nera, vento gelido anche dai giardini del Quirinale. Con uno zero spaccato in condotta da Berlino, insomma, e uno zero spaccato in profitto da Roma. Grave, gravissimo per un professore bocconiano.

La facoltà di evadere anche dal carcere

"Tre rumeni – giunge notizia da Varese – sono evasi dal carcere utilizzando il classico sistema del taglio delle sbarre, delle lenzuola annodate per calarsi giù e dello scavalcamento del muro di cinta".

Episodio tale e quale, dunque, a quello, protagonisti due albanesi, di non troppi giorni fa a Parma. Ma – ciò che è più grave – tale e quale a quelli che possono ancora vedersi solo in classici vecchi film d’autore. A carceri italiane antiquate, dunque, antiquate anche evasioni? Ma, se possibili nei classici vecchi film d’autore, come mai anche nella realtà di oggi? Conseguenza – si difendono le guardie carcerarie – dei tagli ulteriori voluti dal Governo. Senz’altro così. Ma non si sarebbe mai arrivati a credere che i tagli avrebbero colpito perfino le spese per gli occhiali con i quali vedere chi, per squagliarsela dalla galera, si metta a tagliare pazientemente le sbarre della cella, si annodi comodamente le lenzuola, ci si cali agevolmente giù, attraversi tranquillamente il cortile e scavalchi quietamente l’alto muro di cinta. No, davvero, questo – nonostante Mario il "satanasso tagliatore – non si sarebbe mai arrivati a crederlo. E intanto, dal primo gennaio di quest’anno ad oggi, le evasioni – calcolando anche le due avvenute nel carcere di Casal del Marmo a Roma – sono state già sei. Una, in media, ogni nove giorni scarsi..


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