Sergio i’ vorrei che Lapo tu ed io …

Si dubita della tentata estorsione al rampollo di casa Agnelli alla famiglia
Ettore Visibelli - 30 Novembre 2016

“Ho subito violenza quando avevo 13 anni”, si giustifica in questo modo Lapo Elkann confessandosi in un’intervista.
Ammesso che ciò sia vero, può essere soltanto un’attenuante per quello che è diventato oggi, a 39, con un comportamento di vita che ha poco o niente a che vedere col vittimismo per quanto può essergli accaduto nell’adolescenza.

Il fatto è che su certe famiglie, eredi di imprese costruite sulle auto o la Presidenza degli Stati Uniti, è come se si consumasse una vendetta della Storia per malefatte che rinnovano il proverbio le colpe dei padri ricadono sui figli.
lapo-elkann-2015Sia chiaro, sono assolutamente distante dal divinizzare e far mia la nemesi storica. Pur tuttavia resta un mistero come il destino malevolo talvolta si accanisca tragicamente contro intere generazioni appartenenti alla stessa famiglia, come se il benessere messo insieme dai predecessori in vari modi (più che leciti, fino a prova contraria) nasconda un tarlo invisibile che ne mina la legittimità. Ed è quello che accomuna da vicino Kennedy ed Agnelli.

Tornando a Lapo, secondo quanto riporta la stampa, se è vero che le sue ingiustificate stravaganze sessuali lo hanno portato a chiedere alla famiglia l’aiuto per un riscatto inventatosi di appena 10.000 €, il tutto per pagare un prestito a seguito dell’acquisto di stupefacenti che erano venuti a mancare nel festino in cui si era andato a cacciare, allora siamo di fronte ad un irresponsabile recidivo. Davvero una mossa goffa e altrettanto stupida.
Un emissario della famiglia si è precipitato insieme alla polizia per pagare il poco credibile e fantomatico riscatto. La polizia, dopo averlo arrestato, lo ha rilasciato dietro il pagamento di una semplice penale ma, ove fosse provato, l’ammissione di un tentato sequestro inesistente è un reato grave, molto grave per le legge statunitense, che configura una pena fino a cinque anni di detenzione per un crimine pesante, rientrante nel contesto di quelli classificati felony.

marchionneSi tratta di uno scandalo che agli occhi del puritanesimo americano va ben oltre una semplice bravata. Comprendo l’affetto dei propri cari con la difficoltà ad intraprendere drastiche precauzioni nei confronti di un irresponsabile. Ma business are business e non so quanto a Marchionne, stabilitosi negli USA da qualche tempo, faccia piacere la nuova tegola che indirettamente – e di rimbalzo – è caduta sul buon nome della FCA (Fiat Chrysler Automobiles).


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