Serve una commissione comunale per la Biblioteca del Pigneto

E' la richiesta del Presidente Palmieri alla Commissione Trasparenza del Comune di Roma
di Maria Giovanna Tarullo - 6 Aprile 2011

Una storia infinita quella della riapertura della Biblioteca comunale del Pigneto. Dopo la chiusura improvvisa lo scorso luglio della struttura di via Attilio Mori, a causa dell’ingente presenza di amianto e delle pessime condizioni dei locali, ed il seguente annuncio del suo trasferimento all’interno degli spazi dell’ex Serono continua a tardare l’arrivo di nuove notizie per i residenti del VI municipio.

L’ultima dichiarazione del Presidente Giammarco Palmieri in merito alla situazione, risale allo scorso ottobre, quando veniva accusato chiaramente il Comune di Roma di non essere in grado di acquistare le proprietà della ex Serono, che risultava ancora nelle mani di privati, per la mancanza di fondi pari a 9.000 euro necessari per il pagamento dell’Iva del rogito.

Finalmente dopo numerose richieste e sollecitazioni recapitate agli uffici competenti dei dipartimenti comunali da parte del VI Municipio, il Presidente ha preso l’iniziativa di chiedere formalmente al Presidente della Commissione Trasparenza del Comune di Roma, Massimiliano Valeriani, la convocazione di una "commissione ad hoc" sull’argomento.

Sembra, infatti, che Palmieri voglia dei precisi chiarimenti dall’amministrazione capitolina in merito allo stato attuale delle cose, in particolare a seguito della presa in carico dei locali dell’ex Serono da parte del Comune. A quanto pare non verrà trattato solo il nodo critico della riqualificazione della biblioteca, ma in commissione verrà affrontata anche la questione dell’area di via del Pigneto 5 destinata alla realizzazione di un asilo nido.

Il 4 aprile 2001 Giammarco Palmieri ha fatto sapere che occorre "fare il punto della situazione a fronte del passaggio delle aree interessate per la realizzazione della struttura dagli ex proprietari, ovvero il ‘Porta Maggiore Park ‘, al patrimonio del Comune di Roma, a seguito di una convenzione. Visto che l’opera è stata finanziata dalla Regione Lazio con una delibera di Giunta risalente al mese di giugno del 2009".


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