Sgombrato il Regina Elena

Dopo due anni la struttura dell’ospedale romano ritorna all’Università
di Patrizia Miracco - 2 Settembre 2009

Foto Simone Ferraro / GMT

Sgombrato martedì mattina l’ospedale Regina Elena dopo due anni di occupazione.Nell’ex ospedale oncologico in via Castro Laurenziano vivevano circa 250 famiglie, 366 persone di cui 92 minori, con serie difficoltà abitative.

Lo sgombero dei locali è iniziato alle 7 di martedì con l’intervento di 250 uomini tra Polizia Municipale, Protezione Civile comunale, dipendenti del V Dipartimento, dell’Ufficio extradipartimentale per le politiche abitative, della sala Operativa Sociale, di Trambus, Ama e Acea, e si è concluso positivamente offrendo assistenza e garanzie abitative a tutti secondo quanto afferma il Comune di Roma. Per Andrea Alzetta, consigliere comunale di Roma in Action, invece si è trattata “di un’operazione di polizia inaccettabile”.

Da tempo e più volte Luigi Frati, rettore della Sapienza, aveva chiesto al Prefetto di Roma e alla Procura della Repubblica di rendere disponibili i locali del Regina Elena per realizzare un reparto di ematologia oncologica idoneo a trattare malati di leucemia e altri tumori finora sistemati in modo poco adeguato.

La struttura ritorna quindi all’Università che si impegna da ora a procedere alla ristrutturazione edilizia con l’urgenza che le necessità dei pazienti richiedono.

Dopo aver liberato i locali le famiglie occupanti, che hanno accettato l’assistenza offerta dal Comune di Roma, sono state alloggiate ricomponendo i 194 nuclei familiari in cinque strutture di accoglienza del Vicariato: la Casa della Pace, Orsa e Malvagna nell’VIII Municipio, Fieschi nel XVI e Vermicino nel X offrendo a tutti oltre l’alloggio tre pasti al giorno.
 


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