Sì alla regionalizzazione del Parco di Centocelle

In una lettera al nostro giornale l’impegno del presidente del VII municipio per il futuro dell’area
Enzo Luciani - 25 Marzo 2010

Caro direttore,

ho letto con la consueta attenzione il suo editoriale sull’ultimo numero di Abitare A e vorrei esprimere la mia completa condivisione su quanto da lei proposto riguardo al Parco Archeologico di Centocelle.

Parco che viene parzialmente realizzato dopo una lunghissima lotta portata avanti dal VI, VII, VIII e dal X municipio, che ha portato alla cancellazione del Sistema Direzionale Orientale previsto e quindi all’edificazione di uffici per lo spostamento dei Ministeri dal centro della città, grazie al vincolo di inedificabilità dell’area apposto dal Sovrintendente La Regina, e la successiva destinazione a grande parco urbano.

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La Giunta Veltroni aveva finanziato sia l’esproprio, sia la realizzazione del primo stralcio del parco, che è stato inaugurato nel 2007, ma anche il secondo stralcio da 5 milioni e mezzo di euro attingendo ai fondi di Roma Capitale. L’attuale amministrazione ha cancellato 4 milioni e mezzo di euro, mettendo così a grave rischio la realizzazione degli interventi, per i quali si richiedono fondi ingentissimi che il Comune non ha.

Regionalizzare il parco significherebbe scongiurare il rischio che quest’area venga di fatto appaltata ai privati – anche se un intervento privato, se limitato, è sicuramente auspicabile – perché la fruizione deve rimanere interamente pubblica ad esclusione del Centro Servizi già previsto. Non essendoci le risorse economiche necessarie, la sola via possibile è quella di una sinergia tra le tre istituzioni. La Regione Lazio è l’unica che può coordinare questo lavoro che deve essere portato avanti insieme al Comune e alla Provincia.

Nell’editoriale si parla di obiettivi ambiziosi, ma che sono anche realizzabili e oltremodo condivisibili, per questo se sarò eletto al Consiglio regionale del Lazio mi impegnerò a portarli avanti, perché l’ambiente è uno dei punti fondamentali del mio programma politico.

Roberto Mastrantonio


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