Signor sindaco, ha telefonato a Moretti per l’Anello ferroviario? E quale è stata la risposta?

La tragicomica ultracinquantennale storia del completamento di un’opera destinata a protrarsi fino alle Olimpiadi del 2020. E pensare che l’ultimo annuncio di Veltroni la dava per fatto entro il 2010
di Vincenzo Luciani - 23 Luglio 2011

Roma 23 luglio 2011 ore 10,15. Signor sindaco, ha telefonato a Moretti per sollecitare l’Anello ferroviario? E quale è stata la risposta?
«Non ci sono più alibi – ha detto Alemanno – La prima cosa che farò è chiamare Moretti e dirgli: ora tocca a te, bisogna eliminare il nodo Gordiano che strangola la mobilità cittadina». Cioè quel tratto rosso di circa due chilometri che manca per il completamento dell’anello ferroviario di Roma. Alemanno ha specificato che «non è un fatto personale» e cioè solo nei confronti delle Ferrovie dello Stato «ma coinvolge anche le altre realtà dello Stato e cioè il ministero delle Infrastrutture, il Governo ed il Cipe che ora devono fare la loro parte per chiudere l’anello ferroviario di Roma, un’opera non solo cittadina ma nazionale».

La dichiarazione perentoria del nostro Sindaco risale al 21 luglio 2011. E, anche se sono passati appena due giorni dall’annuncio, vogliamo proprio sapere cosa abbia risposto al Sindaco l’Ad di Trenitalia, a proposito di un’opera incompiuta, fondamentale per migliorare il traffico e la vita di Roma, di cui si parla da almeno 50 anni. E che il predecessore Veltroni aveva dato già per fatta entro il 2010. ("Anello ferroviario: sarà completo nel 2010. L’annuncio del Sindaco e delle Ferrovie. A Tor di Quinto nodo di scambio con la Metro C", di R. V. – 30/01/2006.

Quindi, ripetiamo: Signor Sindaco, ha telefonato a Moretti per sollecitare l’Anello ferroviario? E quale è stata la risposta?

E, visto che ci siamo, e sempre che abbia tempo e voglia di rispondere dall’alto del Campidoglio ad una piccola zanzara di periferia le chiedo anche: perché ha aspettato tre anni per fare questa telefonata? E per di più perché lei annuncia: “faremo in fretta per approvare immediatamente delibere e atti amministrativi, che sono già pronti. Serve l’Ok dell’Assemblea capitolina ma mi auguro che tutti i gruppi politici vogliano farlo perché si tratta di un progetto condiviso da sempre”.

Fossi nei panni (e per fortuna non lo sono) dell’Ad di Trenitalia Moretti le chiederei: perché, visto che mi mettete fretta, il Comune di Roma non ha ancora approvato le delibere e gli atti amministrativi, visto che sono condivisi? Ed una cosa analoga potrebbero rinfacciargliela “il Ministero delle Infrastrutture, il Governo ed il Cipe che ora devono fare la loro parte”.

Quindi in attesa che lei ci riveli la risposta di Moretti e degli altri interlocutori governativi (inclusi gli amici della Lega che smaniano d’amore per Roma), perché dovremmo aspettare fino alle Olimpiadi del 2020? Dando per scontato che siano assegnate a Roma, altrimenti (si potrebbe intendere) forse l’opera non sarà più considerata urgente.

Noi riteniamo invece che realizzare quest’opera è fondamentale, a prescindere dalle Olimpiadi del 2020, e che il sindaco che si impegnerà per realizzarla nel più breve tempo possibile, meriti non solo di vincere le prossime elezioni ma di passare alla storia. Faccia in modo che questo sindaco possa essere lei. Un discorso analogo naturalmente vale per tutti i partiti che siedono in Campidoglio, per la Provincia di Roma e per la Regione Lazio.

Chiudere l’anello ferroviario è un obiettivo che merita un impegno quotidiano e totale da parte di tutti i cittadini (che devono rivendicarlo e non aspettare che scenda la manna dal cielo) e di tutte le amministrazioni locali e dello Stato, perché può porre le basi per la realizzazione di una rete ferroviaria metropolitana di circa 40 km che assicurerebbe una circolazione tangenziale su ferro paragonabile solo al GRA. Ma quello è per le auto che, aumentate in maniera esponenziale, sfidano ormai la legge fisica dell’impenetrabilità dei corpi.

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Signor Sindaco, in attesa di una risposta, le auguro buon lavoro e buona fortuna.


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