Silvio e Benito – Why, mister Monti? – Ma se Antonio lo sa… – I boia sono boia tutti – Lesa maestà

Fatti e misfatti di gennaio 2013 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 28 Gennaio 2013

 

Silvio e Benito

"Però – se n’è uscito, nel bel mezzo della "Giornata della memoria", Silvio Berlusconi – Mussolini ha fatto anche qualche cosa di buono".

Dar Ciriola asporto

Ma chi gli avrà mai suggerito quell’uscita proprio durante la solenne "Giornata" e proprio in piena campagna elettorale? Pierluigi Bersani per far passare in seconda fila, sui giornali, le presunte poco chiare connessioni Pd-Monte dei Paschi di Siena? Mario Monti per far dimenticare gli insuccessi del suo Governo tecnico? Beppe Grillo per mettergli in bocca una battuta tragicamente comica? Forse nessuno dei tre. E, magari, semplicemente Maurizio Gasparri. Il quale potrebbe avere udito il grido dell’antica foresta e – come sospirano, anche nello stesso Pdl, in molti – non è che politicamente sia un genio.

 

Why, mister Monti? 

"Ecco – ha spiegato qualche giornale – la differenza tra i cosiddetti "Tremonti bond" e i cosiddetti "Monti bond". I "Tremonti bond" sono una misura per tutelare tutto il sistema creditizio italiano vittima della crisi finanziaria generale, vincolano le banche che li ottengono a concedere credito a favore delle piccole e medie imprese, prevedono che il Tesoro entri nei loro capitali ove non dovessero onorare il pagamento degli interessi. I "Monti bond" sono una misura destinata ad una sola banca, servono a rafforzare il patrimonio della banca senza che questa sia impegnata a concedere alcun credito ad alcuno, prevedono che, ove non dovesse essere onorato il pagamento degli interessi, il Tesoro sia pronto ad accettare un pagamento attraverso altri strumenti finanziari".

Alla luce di questa spiegazione, dunque, i cosiddetti "Monti bond" costituirebbero una vera e propria misura "ad bancam". Ma, allora, perché il Governo uscente sarebbe pronto a concedere questi "Monti bond ad bancam" piuttosto che i "Tremonti bond" utili a tutti e con più garanzie per il Tesoro? Già, perché? Perché – per capirsi meglio, anzi, why – professor Mario Monti?

Ma se Antonio lo sa…

"So per certo – ha affermato Antonio Di Pietro – che coloro i quali governavano il Monte dei Paschi di Siena avevano un obbligo addirittura paragiuridico di finanziare ciascuno, "pro quota", esponenti del Pd".

Antonio Di Pietro, però, non è notoriamente più un pubblico ministero e, quindi, non può più sostenere accuse con valore giuridico. E’, tuttavia, ancora un deputato e, quindi, può fornire in ogni caso alla Magistratura inquirente le asserite carte e le asserite prove che – come lui stesso ha denunciato – ha già messo nero su bianco, inutilmente, in due interrogazioni alle quali il Governo ha preferito non rispondere. Ma lo farà oppure – come fece misteriosamente, ai tempi di "Mani pulite", gettando via, un giorno, la toga – getterà misteriosamente alle ortiche, un giorno, anche la grisaglia di deputato? Ai tempi di "Mani pulite" – come si sa – emigrò poi in politica. Questa volta dove emigrerebbe? Magari in agricoltura. Dove in effetti, secondo molti, da sempre "ci avrebbe azzeccato" di più. E non avrebbe mai rischiato di essere sbranato dal suo ex alleato Pierluigi Bersani.

I boia sono boia tutti

"Nei gulag societici – ha scritto Alessandro Solgenitsin – per fare le camere a gas mancava il gas".

Nei gulag sovietici, cioè, se i deportati non hanno subito la stessa terribile sorte dei deportati nei lager tedeschi, è soltanto perché agli aguzzini sovietici è mancato l’elemento necessario essenziale. Con tutto ciò, comunque – tra lavoro durissimo, maltrattamenti, gelo, malnutrizione, fucilazioni, suicidi – si può calcolare, sempre secondo Alessandro Solgenitsin, che siano morti in tutto – tra il 1929 e il 1953 – sesssanta milioni di deportati (fra i quali anche alcuni italiani). Ma perché ricordare questo? Perché sarebbe tempo che anche questo avesse giustamente, come giustamente ha il commosso ed indignato ricordo dei lager tedeschi, una sua ricorrente e sempre viva "Giornata della memoria". L’Auschwitz dei boia tedeschi sì, certo, ma perché no la Kolyma dei boia sovietici? I boia sono boia, infatti, sotto qualsiasi spicchio di doloroso cielo. E non ci possono essere boia cattivi e boia buoni, se hanno fatto – come hanno fatto – lo stesso maledetto mestiere.

Lesa maestà

"Vergogna – hanno urlato, contro il "premier" uscente Mario Monti, alcuni terremotati dell’Emilia – sei qui solo per campagna elettorale".

Sembra che l’algido professore, però, non si sia minimamente turbato per quell’accusa pur grave e cocente. Gli avrebbe dato molto fastidio, invece, essere stato apostrofato con un irriverente "tu" piuttosto che con un rispettoso bocconiano "lei". 


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