Sinistra Italiana X Municipio: ecco cosa non funziona nel servizio per i buoni pasto del Comune

Possanzini: "Il Campidoglio inserisce nell’elenco anche bar, pizzerie, tavole calde, sushi bar ed esclude gli esercizi legittimamente aperti ma non convenzionati"
Redazione - 2 Aprile 2020

“E’ del 12 Ottobre del 2018 ed è l’elenco degli esercizi commerciali convenzionati con le pubbliche amministrazioni per il servizio sostitutivo di mensa, i così detti buoni pasto.” Afferma in un comunicato Marco Possanzini, Segretario Sinistra Italiana X Municipio.

“Lo stesso elenco – prosegue Possanzini – è stato pubblicato, senza variazioni, sul sito del Comune di Roma sulla pagina dedicata all’accesso e alla spendibilità dei buoni spesa stanziati dal Governo al fine di aiutare chi non ha risorse proprie per acquistare generi alimentari di prima necessità e prodotti farmaceutici. In questa infinita lista di esercizi convenzionati, fra l’altro di tutta la Regione Lazio, ci sono anche bar, pizzerie, tavole calde, ristoranti. Una menzione a parte meritano i sushi bar, locali caratteristici per la vendita di generi di prima necessità. Questi esercizi, che sono addirittura chiusi per i Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, compaiono nell’elenco dove poter spendere i “buoni spesa”.

“C’è di più – afferma inoltre Possanzini – perché tutti gli esercizi che vendono generi alimentari di prima necessita ma che non sono inseriti in questo “particolare” elenco di convenzionati, pensiamo semplicemente ai negozi di quartiere come i fornai o gli alimentari, sono praticamente tagliati fuori in quanto non possono accettare i buoni spesa per il semplice fatto che non gli verranno rimborsati. Tutto questo, oltre ad essere profondamente scorretto, ingiusto e lesivo verso i commercianti legittimamente in attività, determinerà anche condizioni di tensione perché come spiegherà il salumiere o il fornaio di quartiere alla signora Maria (nome di fantasia) che non può accettare i buoni spesa e quindi bisogna pagare per forza in contanti?

“C’è poi – secondo Possanzini – un altro aspetto. In molti quartieri di estrema periferia, dove la povertà spesso morde duramente, dove i supermercati sono troppo lontani o difficilmente raggiungibili dalle persone anziane e da quelle che non hanno mezzi privati per spostarsi, gli approvvigionamenti di generi alimentari sono assicurati solamente da quei negozi aperti che, molto probabilmente, non sono convenzionati. Vista la drammaticità del momento che stiamo attraversando, lo sgomento è poco davanti a tanta sciatteria e superficialità da parte del Comune di Roma. Già non è semplice accedere ai buoni spesa in quanto è poco comprensibile e complessa la modalità per richiederli: la modifica della mail a cui inviare i moduli, le informazioni solamente on line, il modulo che deve essere stampato, riempito, scansionato e inviato via mail, tutte cose che dovrebbero fare persone che vivono in larga parte senza mezzi e spesso con età avanzata, senza contare che non si sa quando, dove e chi consegnerà i buoni.

“Non vogliamo credere  conclude il Segretario Sinistra Italiana X Municipio – alla malafede ma è del tutto evidente che questa Amministrazione sta mostrando una inadeguatezza senza precedenti. Chiediamo che si correggano immediatamente tutte le storture evidenziate, compreso quel “fuori luogo” elenco di esercizi convenzionati per i buoni pasto dei dipendenti della pubblica amministrazione. Nelle prossime ore protocolleremo un documento in Campidoglio per chiedere un intervento tempestivo.”

 


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