

Sorpresi tre uomini mentre sezionavano un’auto rubata. Sequestrato magazzino con telai compressi, targhe e componenti già imballati per il mercato nero
Un capannone anonimo trasformato in una catena di montaggio al contrario. È quanto hanno scoperto gli agenti della Polizia Stradale di Albano dopo un’attenta attività di indagine che li ha condotti in un’area industriale della periferia nord-est.
All’interno, un’officina clandestina perfettamente attrezzata per cannibalizzare veicoli rubati e stoccarne i componenti destinati alla rivendita illegale.
Al momento dell’irruzione, i poliziotti hanno colto i malviventi in flagrante: tre uomini erano infatti impegnati a smontare una vettura sottratta pochi giorni prima nella Capitale.
Alla vista delle divise, i tre hanno tentato una disperata fuga a piedi nelle campagne circostanti, ma sono stati prontamente inseguiti, bloccati e identificati.
La perquisizione del capannone ha rivelato un’organizzazione metodica:
Auto in lavorazione: Oltre alla vettura parzialmente smontata, è stata rinvenuta la targa di un altro veicolo sparito nel nulla.
Compressione telai: Gli agenti hanno trovato una balla di un telaio già compresso, prova del tentativo di cancellare definitivamente l’identità dei mezzi rubati.
Logistica del nero: Accatastate e già imballate, sono state rinvenute decine di parti meccaniche e di carrozzeria pronte per essere immesse sul mercato parallelo dei ricambi usati.
Attrezzatura professionale: Sequestrati ponti sollevatori, flessibili e strumenti specifici per lo smontaggio rapido delle componenti elettroniche e meccaniche.
L’intero capannone e l’area circostante sono stati sottoposti a sequestro preventivo. I tre arrestati, tutti soggetti già noti alle forze dell’ordine per reati specifici, sono stati associati al carcere di Regina Coeli su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.
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