Sociale, Roma: “Trovare risorse per contributi a persone con disabilità gravissima”

È l’appello di Giovanni Caudo, Presidente del III Municipio
Redazione - 10 Aprile 2021

“780 persone con disabilità gravissima, a Roma, rischiano seriamente di non avere accesso ad alcun contributo assistenziale. È necessario che il comune di Roma, che l’anno scorso aveva stanziato circa due milioni di euro, trovi anche quest’anno il modo di supportare quanti versano in situazioni difficilissime e, contemporaneamente, che si agisca nella totale trasparenza ed evitando ogni forma di discriminazione. È fondamentale che il contributo sia garantito a tutti e tutte”. È l’appello di Giovanni Caudo, Presidente del III Municipio, in una nota.

“Più in dettaglio – spiega Maria Concetta Romano, assessora al sociale del III Municipio – le famiglie hanno la possibilità di richiedere un contributo di 800 euro per assumere un assistente o di 700 euro per il care giver, nel caso di una persona che sia coadiuvata in tutte le sue funzioni unicamente da un familiare. È una somma indispensabile, che consente alla maggior parte dei nuclei familiari di poter sopravvivere in modo dignitoso. La richiesta per il sostegno, però, deve essere compiuta ogni anno. L’aumento, negli ultimi 2 anni, delle famiglie che hanno fatto domanda ha mandato in corto circuito il sistema che inizialmente era riuscito a coprire tutte le necessità. Per questo motivo, la Regione Lazio, oltre ad aggiungere risorse, ha posto alcune priorità che inseriscono gli aventi diritto in una graduatoria. Le priorità sono: la continuità assistenziale, l’assenza di altri contributi o servizi e, infine, a parità di punteggio, l’ISEE. Ma il meccanismo rischia di incepparsi proprio su quest’ultimo punto poiché l’indicatore della situazione economica equivalente  è calcolato per i minori sulla base del reddito familiare; per gli adulti, invece, sul reddito della persona singola disabile. Il rischio di discriminazioni a danno dei minorenni con disabilità gravissima è quindi evidente. Come se non bastasse, le famiglie quest’anno non hanno modo di sapere, all’interno delle graduatorie, quale sia il loro punteggio. Non si può giocare con la vita delle persone e dei loro familiari. Se si viene riconosciuti gravissimi dalla Asl il contributo deve essere garantito. Chiediamo a Roma Capitale di trovare, pur nelle oggettive difficoltà, le risorse necessarie garantendo graduatorie trasparenti ed eloquenti, pubblicate con il relativo punteggio. I diritti dei più fragili devono essere garantiti in ogni caso”.


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