Spending review, via libera ai tagli

La Provincia di Roma diventa città metropolitana. Sulla capitale tagli per circa 50mln
Enzo Luciani - 6 Luglio 2012

Oggi 6 luglio il Cdm ha dato il via libera al decreto legge sulla spending review che, all’Italia nel 2012, dovrebbe far risparmiare 4,5 miliardi di euro, 10,5 nel 2013 e 11 nel 2014. Tra i provvedimenti – attesi e temuti – il taglio delle province, in base a popolazione ed estensione, e l’aumento di due punti dell’Iva a partire dal luglio 2013.

Le province passeranno dalle attuali 110 a circa 50. Al loro posto arrivano le città metropolitane a Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria.

Il decreto prevede la soppressione di 37 tribunali, 38 procure e di 220 sezioni distaccate in tutta Italia la redistribuzione degli avvocati sul territorio. Un’altra novità è la superprefettura. Gli uffici territoriali dello Stato del Comune capoluogo di Regione assorbiranno le funzioni di tutte le amministrazioni periferiche che hanno sede nella stessa Regione.

A preoccupare i cittadini è principalmete l’aumento di due punti dell’Iva che scatterà a luglio 2013. Esclusi dal decreto le strutture ospedaliere con meno di 80 posti letto. Ci saranno comunque tagli di posti letto, alle spese farmaceutiche e sull’acquisto di beni e servizi.

Tagli nella pubblica amministrazione. Si procederà al taglio del 10% del personale e del 20% della dirigenza nella P.A. e introduzione dei provvedimenti  già introdotti per la Presidenza del Consiglio e per il ministero delle Finanze. Riduzioni della spesa per i ministeri e soppressione dell’Isvap e della Covip: entrambe saranno accorpate all’Irvap. Anche il numero dei militari in servizio sarà ridotto così come il fondo per le missioni di pace il Fondo per gli armamenti, quello per le vittime dell’uranio impoverito e il progetto della mini-naja.

Gli affitti pagati dallo Stato saranno meno cari grazie allo stop dell’adeguamento Istat e potranno essere  rinegoziati per ridurre del 15% i canoni.

Per il terremoto in Emilia verranno stanziati 2 miliardi fino al 2014.

Il decreto legge prevede anche sostegno economico per gli esodati: altri 55 mila soggetti che hanno maturato i requisiti successivamente al dicembre 2011. 

Adotta Abitare A

Passa anche la riduzione dell’uso delle auto blu: il 50% in meno rispetto all’anno precedente e lo stop alle consulenze per i dipendenti pubblici che andranno in pensione.

In ambito istruzione saltano i  200 milioni previsti per le scuole paritarie ma restano i 10 milioni previsti per le università non statali. Arrivano invece 90 milioni in più per il diritto allo studio. e 103 milioni per la i libri di testo gratuti nella scuola secondaria di primo grado (per le primarie i libri di testo sono assicurati gratuitamente dai Comuni). Tra le novità l’utilizzo dei servizi online per le iscrizioni alle scuole statali e le pagelle scolastiche.

Saranno eliminati i permessi retribuiti per assentarsi dal lavoro per attività sindacali e i trasferimenti dei Patronati. Meno cari i compensi ai Caf che passeranno da 14 a 13 euro per dichiarazione.

Che effetti avrà la politica di Spending Review sulla Capitale. A chiederelo è Alfredo Ferrari, Vice Presidente della Commissione Bilancio del Comune di Roma. "È necessario – scrive in una nota -valutare quali saranno gli effetti su Roma Capitalee quali le alternative praticabili. Bisogna farlo in tempi rapidi e con un tavolo tecnico apposito.
Perché, se è vero che i tagli nazionali incidono sulla nostra città per il 10%, e quindi Roma subirà un taglio di circa 50mln, è altrettanto vero che le alternative già ci sono.
Dei 4,4mld di spesa corrente del Comune di Roma, il 68% è spesa rigida composta dai contratti di servizio (circa 1,7mld di euro), dal costo del personale e dai contratti di mutuo. La prima cosa da fare è capire se ci sono sovrapposizioni fra ciò che i dipartimenti fanno e quello che fanno le aziende municipalizzate capitoline. E’ inconcepibile, infatti, che la revisione della spesa si traduca con un taglio dei servizi alla città, soprattutto nel sociale.
Sulla liquidità, bisogna valutare che se da una parte lo Stato risparmia sugli Enti Locali, è altrettanto vero che dal 2013 l’introito dell’Imu arriverà per intero nelle casse locali e Roma, nello specifico, potrà contare su un’entrata stimata per quest’anno in 2,2mld di euro.
Lo spazio per la pianificazione alternativa c’è e va utilizzato. La spending review, se non bene articolata, rischia di generare conflitto sociale: questo è un rischio che i romani non possono correre.

“Non basta chiamare i tagli lineari spending review per trasformarli in un’effettiva riduzione degli sprechi – dichiara l’assessore alle Infrastrutture e Lavori pubblici della Regione Lazio, Luca Malcotti.Sanità, tagli dei trasferimenti e scioglimento indiscriminato di aziende ed enti pubblici non sono un disegno organico di riduzione strutturale della spesa ma un atto di disperazione volto a fare cassa. Il risultato sarà l’affondamento del sistema economico e sociale del Paese. Bisogna fermarsi finché siamo in tempo”.


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