Sport e politica 1 – Sport e politica 2 – Le “Frecce” spuntate delle Ferrovie

Fatti e misfatti di luglio 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 2 Luglio 2012

Sport e politica 1

"Quando nella finale degli europei di calcio Spagna-Italia è stato suonato, nello stadio olimpico di Kiev, il nostro inno – si sono sorpresi in molti – il "premier" Mario Monti, in tribuna autorità, non lo ha cantato".

All’"Università Bocconi", forse, non glielo hanno insegnato.

Sport e politica 2

"Io – proclamò, visitando il "quartier generale" degli "azzurri" a Cracovia l’11 giugno, il Ministro per il Turismo e lo sport, Piero Gnudi – non parteciperò alle partite che l’Italia potrebbe giocare in Ucraina perché chi offende la democrazia, come fa il regime di quel Paese tenendo duramente in galera l’ex primo ministro Yulia Tymoshenko, offende i cittadini di tutto il mondo".

Ieri 1° luglio 2012, finale Spagna-Italia degli europei nella capitale ucraina, in tribuna d’onore c’era Yulia Tymoshenko finalmente liberata dal carcere? No: c’era, invece, il dittatore Viktor Yanukovich che continua a tenerla sotto chiave. Ma c’era anche, un po’ più là, il nostro Ministro per il Turismo e lo sport, Piero Gnudi. Proprio lui, sì, quello del fiero proclama dell’11 giugno a Cracovia. Il quale non solo si è dato da solo, perlomeno, dell’incoerente. Ma, naturalmente, non ha neppure approfittato della sua perlomeno incoerenza per andare a dire al dittatore ucraino, un po’ più là in tribuna d’onore, quello che di lui pensava.

Le “Frecce” spuntate delle Ferrovie

"Oltre 500 passeggeri delle Ferrovie – è accaduto nella giornata d’estate fino ad oggi più calda – sono rimasti imprigionati in aperte campagne, senza neppure il conforto dell’aria condizionata, nel Lazio e in Emilia".

Adotta Abitare A

Che cosa è accaduto mai? E’ accaduto che due "Frecce Bianche", le quali avrebbero dovuto saettare l’una da Roma a Genova e l’altra da Lecce a Milano, si sono invece drammaticamente spuntate all’improvviso e sono dovuti intervenire, per soccorrere i passeggeri, auto dei carabinieri, quindici ambulanze e perfino due elicotteri. E le Ferrovie? Le Ferrovie sono intervenute, come al solito, con i loro tempi biblici e senza neppure evitare che altri due treni partiti successivamente da Lecce fossero costretti a fermarsi dietro a quello dal motore liquefattosi. Liquefattosi come sta sempre più liquefacendosi il servizio delle Ferrovie. Nelle cui stazioni, soprattutto le principali, ormai è sempre più frequente, d’altra parte, ascoltare annunci che si chiudono con un sonante quanto burocratico "ci scusiamo per il ritardo" o "ci scusiamo per l’inconveniente". "Ma chi subisce gravi ritardi ed inconvenienti – continuano a difendersi le Ferrovie – sarà rimborsato". E’ vero in parte, con tante difficoltà e dopo un vergognoso lasso di tempo. Ma, poi, rimborsati con i soldi di chi? Degli italiani, a ben considerare, le cui tasse a carico finiscono per foraggiare anche le Ferrovie. Sarebbe invece bene che cominciassero ad essere rimborsati con i soldi dei dirigenti. Di quei dirigenti, a cominciare dallo strapagato amministratore delegato Mauro Moretti, i quali stanno sempre più dimostrando che non sarebbero capaci di dirigere neppure i trenini elettrici dei loro figlioletti sui tappeti di casa. 


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