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Sportello di una caldaia cade dal primo piano di un palazzo a Torpignattara

Feriti mamma e figlioletto di un anno di origine bengalese.
di Maria Giovanna Tarullo - 27 Settembre 2012

A due settimane dalla tragica morte del giovane Christian Giacomini, ucciso da un vaso precipitato dal sesto piano di un palazzo in via Appia, si è sfiorata nuovamente la tragedia per le vie della capitale. Questa volta a rischiare la vita una mamma di 30 anni, di origine bengalese, ed il suo bambino di appena un anno che, mercoledì 26 settembre 2012, mentre passeggiavano sono stati colpiti dallo sportello di una caldaia caduto dal primo piano di un palazzo in via della Maranella a Torpignattara. 

Fortunatamente, le due vittime hanno riportato solo lievi ferite e sono state trasportate in codice verde all’Ospedale Vannini per essere medicate.L’appartamento, di proprietà di un italiano, sarabbe abitato da un cittadino cinese che risulta esserne l’affittuario. 

Una situazione ancora poco chiara quella relativa alla normativa che vieta di sistemare vasi sui davanzali. Questo perché l’unico regolamento in vigore risale al 1946, anche se dall’Unità organizzativa della polizia di Roma Capitale assicurano che le modifiche al vetusto regolamento sono state avviate. A questo punto bisogna attendere il lunghissimo iter di approvazione. 

"ll regolamento è allo studio degli uffici tecnici – spiega il comandante dei vigili Carlo Buttarelli – poi dovrà passare in Giunta, nei vari Municipi e infine nell’Assemblea Capitolina. Immagino che nella nuova normativa verrà fatto divieto assoluto di tenere vasi sui davanzali – aggiunge Buttarelli – non si può di certo basare il nostro intervento su definizioni così vaghe e lacunose, perché al momento non esiste un divieto certo. 

Non è possibile ipotizzare che si giri casa per casa andando a controllare come vengono disposti i vasi – continua Buttarelli – un’operazione a tappeto in tal senso è impensabile, su questo è necessario essere sinceri, l’obiettivo è confezionare una norma ad hoc che non crei problemi operativi dal punto di vista dei controlli e che, soprattutto, responsabilizzi i cittadini e gli amministratori dei condomini». 

Il comandante lancia un appello ai cittadini ed agli amministratori di condominio, appello che l’Anaci ha subito raccolto: «In attesa di una normativa certa e considerando che i controlli a tappeto non sono pensabili, cittadini e amministratori di condominio devono responsabilizzarsi ed evitare situazioni che possano mettere in pericolo la vita di qualcuno».

 


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