Stadio Roma, Bonelli: “Si potrebbe a Porte di Roma”. Calzetta: “Tor di Valle? Si, ma il depuratore…”

A fine settembre la short list. Alemanno: “Ho detto a Zeman di sollecitare la dirigenza”. Cochi: “Roma in vantaggio sulla Lazio”
di Lorenzo Censi - 5 Settembre 2012

Il nuovo stadio è vitale per il progetto Roma. Per una società che mira ai vertici del calcio italiano, una struttura di proprietà è la base per un incremento dei risultati sportivi ed economici. Nonostante le lentezze e gli ostacoli burocratici tipicamente italiani, a Trigoria non demordono e continuano a lavorare per la concretizzazione di un impianto a tinte giallorosse.

Lo sa e non si nasconde l’amministratore delegato dell’As Roma Claudio Fenucci, intervistato lunedì 3 settembre 2012 ai microfoni di Sky Sport: "Lo stadio è uno dei cardini di sviluppo di questa strategia societaria, è fondamentale visto che abbiamo un grosso bacino di tifoseria nel territorio. Abbiamo invitato i proprietari delle aree a fare le loro proposte, poi parleremo con il comune per le infrastrutture. I siti presi in considerazione sono 3-4, tutte aree all’interno del raccordo anulare".

Nella giornata di lunedì ha parlato anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, a margine del Premio Sportivo d’Elite "Avversari sì, nemici mai" in Campidoglio: "Ho detto a Zeman di sollecitare la dirigenza affinchè si chiuda la pratica che consente l’individuazione dell’area sulla quale edificare lo stadio. L’attesa è grande e i tifosi, ovunque vado, mi chiedono dello stadio come se dipendesse solo da noi”.

La location? Tante idee nell’ultimo anno. Molte suggestive ma improbabili (Gazometro), altre più realizzabili: in pole ancora Bufalotta e Tor di Valle, che hanno dalla loro la vasta metratura a disposizione e la vicinanza dei trasporti. Ormai out invece l’ipotesi Massimina, fuori dal Grande Raccordo Anularee e già bocciata dal Dipartimento per i Beni Culturali.

Una parziale conferma è arrivata da Cristiano Bonelli, presidente del IV° municipio, intervistato da Radio Ies martedì 4 settembre: "Stadio a Bufalotta? Tantissimi pro ma un contro: siamo già stati bombardati di cemento negli ultimi anni. Posso immaginare l’area di Porta di Roma, anche perchè uno spazio così grande non lo vedo nel nostro territorio. Ma non ho sentito nessuno della Cushman and Wakefield (società di valutazioni e consulenze immobiliari, ndr)".

Il presidente del XII° municipio Pasquale Calzetta invece smorza i facili entusiasmi: "Mai parlato con la società, l’ipotesi di Tor di Valle è un imbeccamento giornalistico. C’è una proposta in fase preliminare ma ci sono alcune questioni da risolvere: in quell’area c’è il depuratore Acea che sta dando non pochi problemi". Calzetta aggiunge: "Se viene fatto un intervento urbanistico come quello dello stadio, vanno garantite le infrastrutture adatte per supportarlo, come la mobilità e il trasporto."

Ha parlato della questione anche il consigliere delegato alle Politiche Sportive Alessandro Cochi, intervenuto a Centro Suono Sport: "Tor di Valle è una buona soluzione, soprattutto rispetto ad aree meno probabili quali l’Ostiense. I tempi per l’inizio dei lavori? Più o meno sei mesi dopo l’individuazione dell’area. L’idea di procedere parallelamente con i progetti di Roma e Lazio? No, ho l’impressione che la società biancoceleste aspetti la legge sugli stadi mentre la Roma si è mossa da tempo."

Una spinta fuori dal centro città viene dal Direttore regionale del Lazio per i Beni Culturali, Federica Galloni, che all’ Adnkronos spiega: "Non sappiamo nulla dello stadio. Auspichiamo comunque che gli impianti vengano fatti fuori dal perimetro centrale della città, per ovvi motivi di sicurezza".

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