Stadio Tor di Valle. Grancio (demA) “Progetto che non sta in piedi, revocare subito interesse pubblico”

Redazione - 21 Febbraio 2019

“È irresponsabile approvare un progetto che non sta in piedi, come ha confermato persino una relazione tecnica commissionata appositamente per dimostrare il contrario. Secondo il Politecnico di Torino quel quadrante della città si dovrebbe ‘congelare’ per due ore per consentire gli eventi allo stadio, mentre sono affidati ad un ‘libro dei sogni’, il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile, ad oggi non approvato e non finanziato, gli interventi per tentare di mitigare una congestione del traffico che si preannuncia da incubo.”

Lo ha detto Cristina Grancio, esponente di demA e capogruppo del Misto in Assemblea capitolina, nel corso del suo intervento nella seduta di oggi dell’Assemblea dedicata allo stadio di Tor di Valle.

“In questo progetto – ha proseguito la consigliera – non tornano neanche i conti e si configura un sostanzioso regalo ai promotori. Una progettazione sommaria o inesistente delle opere pubbliche, in assenza dei computi metrici estimativi, è alla base del calcolo delle cubature concesse in compensazione. Con alcuni paradossi che la Corte dei Conti farebbe bene a verificare: chi negli uffici di Roma Capitale ha giudicato congrua l’offerta di 805 € al mq come contributo straordinario alle opere di urbanizzazione ?  Un valore clamorosamente al di sotto di quelli di mercato che ha avuto come immediata conseguenza la crescita abnorme delle superfici commerciali aggiuntive e la riduzione delle opere pubbliche dovute.”

“L’attuale Amministrazione capitolina – ha concluso Cristina Grancio – si appresta inoltre ad ignorare i pesanti interrogativi che l’indagine della Procura della Repubblica ha fatto emergere. Coinvolti in prima persona, con richiesta di rinvio a giudizio, sono funzionari ed amministratori che ricoprivano, a vario titolo, incarichi di assoluto rilievo nel procedimento. Fra gli altri, l’Assessore a cui faceva capo il Dipartimento della Regione Lazio che ha governato la Conferenza dei Servizi, il Soprintendente ai Beni Culturali di Roma che ha soppresso il vincolo di tutela sulla tribuna dell’ippodromo, il funzionario capitolino responsabile del computo degli oneri di urbanizzazione, il plenipotenziario e ‘facilitatore’ dell’opera, già rinviato a giudizio, Luca Lanzalone. Solo fretta di concludere o qualcuno ha interesse a nascondere la polvere sotto il tappeto ?”


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