Start-up per Altaroma

Dalle maioliche di Sicilia di Sarli alla Francia romantica di Giada Curti. Materia vibrante e petali di rosa danno l’avvio alla nuova edizione della kermesse
di Eleonora Cianfrini - 26 Gennaio 2013

A scaldare la prima giornata di Altaroma un sole inatteso e gli abiti spettacolari che Carlo Alberto Terranova ha portato in passerella per Sarli Couture. Ispirata, nei colori e nelle forme, alle antiche ceramiche di Caltagirone, la nuova collezione della storica maison per la P/E 2013 ruba i colori della terra di Sicilia e del Mediterraneo e si fa capolavoro. Nonostante l’apertura sicuramente non brillante a causa di un guasto tecnico, la passerella del maestro Terranova ha saputo conquistare il pubblico grazie alla puntualità e precisione della lavorazione sartoriale senza tempo della firma capitolina.

L’evocazione della maestria artistica e artigianale delle maioliche vive negli accostamenti dei colori pieni, decisi e materici e offre lo spunto per una nuova interpretazione dello stile Sarli. Geometrie poetiche, volumi provocatori e perfette combinazioni di tessuti hanno sintetizzato il concept della sfilata. Arancio melograno, marrone, Sicily’s chocolate, e ancora giallo fluorescente con dettagli in blu copiativo, tutte le gradazioni di azzurro in un ventaglio cromatico ineccepibile. Organza spalmata e seta Mikado per il giorno si compongono a costruire dinamici tailleur e minimali capospalla ton-sur-ton.

L’abito da cocktail, invece, ha maniche sagomate effetto foglia e sovrapposizioni di chiffon multistrato, shantung e crêpe de chine a disegnare cappe, gonne e bustier che rievocano le pigne in terracotta ornamentali. Qualche gioiello a ornare le acconciature delle modelle e ricami a intarsio con jais e cristalli Swarovski a impreziosire schiene e scollature, senza punte d’eccesso. Cady e gazar di seta per l’abito da sera, rigorosamente lungo e con declinazioni in oro e viola. Immancabile il bianco della maison che sorprende in un “trionfo di manualità” della Sposa, avvolta in volute di tulle frusciante con magici appoggi di petali a scoprire il décolleté e una gonna sontuosa che fuoriesce da un collo smoking.

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Cambio di location e cambio della guardia. All’atelier di Rampa Mignanelli 12 a due passi da Trinità dei Monti, sfila Poème Rose di Giada Curti. 10 toilette soirée nelle delicate colorazioni del cipria, rosa e acquamarina in impalpabili satin e chiffon floreali vaporizzati con essenza di rosa per un’esperienza multisensoriale. Una couture sofisticata che trabocca opulenza nell’incantevole abito da sposa in taffetà imbevuto di rosa antico tra tulle, pizzi chantilly e una ricamo di cristalli sulla fronte. “Donne come steli su cui appoggiare petali – ha spiegato la stilista- donne uscite da un dipinto di Elisabeth Vigèe-Le Brun: semplici, eteree, solo fintamente fragili e ironicamente civettuole". Una sfilata disattesa nelle aspettative solo per l’esiguità. Pochi abiti, benché molto applauditi. Un vero peccato.

Passerelle sgombre, l’appuntamento è per domenica 27 gennaio alle 12.00, all’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia delle arti e tradizioni popolari, con le attesissime creazioni di Guillermo Mariotto per Gattinoni.


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