Storie di ordinaria follia sanitaria a Roma

Redazione - 19 Luglio 2017

Quello che segue è il resoconto (su Facebook) di ciò che è capitato alla mamma quasi novantenne, di un caro amico, Giuseppe Coccia. Non un fatto personale, ma riguardante anche 33 pazienti in attesa di ricovero e che potrebbe capitare anche a noi e ai nostri cari. Ed ecco la denuncia di Giuseppe.

“Questa mattina alle 7 su suggerimento del prof. che l’ha operata a giugno mi sono recato con mia madre, aggravatasi negli ultimi giorni per recidiva e in condizioni di estrema malnutrizione e depressione, al pronto soccorso dell’ospedale Gemelli, dove sembra che sia stato ricoverato ieri certo senatore.

Dopo un’ora di attesa, visita con flebo idratante e informazione che, per il ricovero, occorrerà attendere qualche giorno sulla carrozzella o sulla lettiga senza possibilità di alimentarla.
Ci sono al momento 33 pazienti in attesa di ricovero, hanno ridotto drasticamente, per le ferie, i posti letto disponibili.

Nessuna possibilità di ricovero in stanza a pagamento sembra che l’equipe medica che l’ha operata sia tutta in ferie.

Alle 8 chiede di andare in bagno, i pazienti in attesa aumentano, il bagno e in condizioni pietose.
Sporcizia, manca acqua e sapone, esco e protesto inutilmente, gli addetti sono introvabili, la caposala anche.

Mia madre dorme, solo un goccio di latte e caffè e mezzo pavesino; avrebbe bisogno di sacche nutrizionali e di una stanza di ricovero.

Protesto per le condizioni del bagno con un’addetta della CRI.
Alle 12 vengono a pulire.
Alle 13 fanno una lastra a mia madre.
Continua a non mangiare aspetta il prof. che è in ferie.

Il caldo si fa sentire, la stanchezza anche, la rabbia aumenta.
Come si fa ad aspettare fino a stasera?! Forse tutta la notte!!!!!!
La sala è piena.
Le barelle piene di ammalati in attesa.

Sono impotente, non so cosa fare.
Mamma passa dalla sedia a rotelle, alla sedia metallica. E’ esausta, stanca, spossata chiede del professore.

Morirà qui a quasi 90 anni, in attesa di un letto ????”


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