Strategie – Il no tecnico di Montezemolo – Il ‘lato a’ e il ‘lato b’ sulle ludopatie – – Nuovi martiri e nuove indifferenze

Fatti e misfatti di dicembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 31 Dicembre 2012

Strategie

"Silvio Berlusconi – ha informato "Il Giornale" – è in Costa Azzurra a studiare la strategia elettorale"

Beh, giusto: studiare una strategia elettorale in Costa Azzurra viene certo meglio. Specialmente se con una fidanzata.

Il no tecnico di Montezemolo

"Io – ha rotto gli indugi Luca Cordero di Montezemolo, presidente del movimento "Italia Futura" – non mi candiderò alle prossime elezioni politiche".

Meraviglia sugli spalti del centro. Ma c’era, invece, da aspettarselo. Luca Cordero di Montezemolo, il quale non è soltanto il recente presidente del movimento "Italia Futura", ma è anche il vecchio presidente della società per azioni "Ferrari", ha acquisito una notevolissima esperienza in fatto di corse. E, dunque, sa capire quando certi motori a due cilindri come Mario Monti, certi peneumatici troppo gonfiati come Pierferdinando Casini, certi alettoni spuntati come Gianfranco Fini e certi meccanici "puffi" come Andrea Riccardi non sarebbero mai in grado di portare la macchina al successo. E a lui, Luca Cordero di Montezemolo, perdere non piace e non è mai piaciuto. Con la società per azioni "Ferrari" e, dunque, figurarsi con la "Società in accomandita per azioni Monti-Casini-Fini".

Il "lato a" e il "lato b" sulle ludopatie

"Lo Stato – con tanto di firma del Ministro della Salute, Renato Balduzzi – prenderà a suo carico la cura delle ludopatie e, cioè, delle malattie diagnosticate come dipendenza da gioco d’azzardo".

Il "lato a" dello Stato, quindi, come il "lato b". Perché prima lo Stato permette, pubblicizza e sfrutta i giochi d’azzardo, poi ordina di assistere obbligatoriamente chi di quei giochi dovesse "ammalarsi". Prima, insomma, lui sparge il virus a piene mani, poi costringe le già derelitte Regioni a fare da crocerossine. Non sarebbe stato più responsabile e meno oneroso, invece, dare un freno e non un’accelerata alla corsa dei giochi d’azzardo? Ovvio. Ma allo Stato – con tanto di firma del Ministro della Salute, Renato Balduzzi – piace evidentemente tanto mostrare, magari con orgoglio, il suo "lato b".

Nuovi martiri e nuove indifferenze

"Le vittime della violenza contro i cristiani in Nigeria, negli ultimi tre anni, sono state più di tremila – i dati sono delle associazioni internazionali di volontariato – e le vittime civili in Siria, dall’inizio della rivolta, più di cinquantamila".

Oggi, ultimo giorno di questo travagliato 2012, legittima, allora, questa domanda: ma che cosa hanno fatto finora, per fermare queste terribili stragi, il resto del mondo, gli Stati Uniti, l’Europa, l’Italia i quali si riempono continuamente la bocca con la più rigorosa difesa dei diritti e delle libertà? Assolutamente niente, se non la vuota e ridicola pronuncia di sdegni non sentiti, di condanne non ufficiali, di minacce non concrete. E che cosa ha fatto la Chiesa? Altrettanto niente, se non la curiale pronuncia di sofferenze rituali, di preghiere funebri, di auspici inutili. Meno che mai, per carità di Dio, un accorrere sui luoghi, con tutta la forza della sua autorità non solo spirituale, per cercare di riportare la solidarietà, l’amore, la pace. Cristo, il figlio di Dio – raccontano i Vangeli – è sceso in terra e non ha esitato a farsi crocifiggere. Non ci sarà invece alcuna Scrittura che potrà testimoniare, ai posteri, come qualche autorevole cardinale della Chiesa di Dio sia sceso dai sacri palazzi e non abbia esitato a sfidare bombe, proiettili, gas letali, pugnali e "machete". La storia, semmai, starà a testimoniare come certi autorevoli cardinali, così del tutto lontani dai luoghi di tanti terribili moderni martirii, siano stati invece ben presenti e fattivi nei luoghi di tanti diabolici mondani intrighi di certa politica e di certa finanza non solo italiane. 


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