Subiaco: presentato il libro di G. Prosperi ‘Achille Pannunzi un uomo vivo’

Sabato 20 ottobre 2012 dal prof. Cosma Siani presso la biblioteca comunale. Ricordato Achille Serrao
di V. C. - 21 Ottobre 2012
La presentazione del libro di Giovanni Prosperi “Achille Pannunzi un uomo vivo”, Edizioni Cofine, Roma 2012 a Subiaco, evento coordinato dalla responsabile della Biblioteca comunale Maria Rosaria Zaccaria, il 20 ottobre scorso è stato introdotto mirabilmente dai canti della tradizione popolare italiana e romana del Coro Accordi e Note, diretto nell’occasione da Antonio Orsini, e applauditissimo. E il coro ha cantato, con la pena nel cuore e stringendosi in un tenero abbraccio canoro a Paula Gallardo Serrao, alla piccola Maria, ai familiari di Achille Serrao, spentosi il 19 ottobre 2012, prima dell’alba, stroncato, all’età di settantasei anni (li avrebbe compiuto il giorno dopo), da un male incurabile.   Non ha dissimulato la sua emozione l’editore Vincenzo Luciani che ha introdotto l’incontro con un breve ricordo del poeta tra i più grandi d’Italia, Achille Serrao, direttore della rivista di poesia "Periferie" e del Centro di documentazione della poesia dialettale "Vincenzo Scarpellino", “quasi un fratello maggiore” per Luciani, che ha concluso con la commossa lettura di una sua poesia in dialetto garganico dedicata al “maestro Achille” intitolata “A fatije d’a penne” (La fatica della penna). “L’unica consolazione ora – ha concluso – sarà la lettura dei suoi libri, dei suoi versi”. Come del resto ricorda una bella canzone di Trenet, cantata da Juliette Greco: Longtemps, longtemps, longtemps après que le poètes ont disparu leurs chansons courent encore dans le rue.   Nei loro saluti istituzionali l’assessore alla Cultura di Subiaco Veronica Micozzi, anche a nome del  sindaco Francesco Pelliccia, e l’assessore alla Cultura del VII municipio Leonardo Galli, in rappresentanza del presidente Roberto Mastrantonio hanno ribadito la volontà delle rispettive amministrazioni di sviluppare il gemellaggio avviato nell’incontro del 3 luglio, durante la presentazione dello stesso libro presso la biblioteca Quarticciolo. Un gemellaggio che unisce le due tappe terminali del Sentiero della Pace Roma-Subiaco e della via Francigena, attraverso la campagna Romana e la Valle dell’Aniene; mette in relazione la valorizzazione di due poeti: Vincenzo Scarpellino (che è vissuto nel VII municipio) e il sublacense Achille Pannunzi, entrambi nel cuore degli uditori per la facilità di verso e per una poesia che arriva dritto al cuore, entrambi con un tormento interiore e con un poetare complesso; collega la chiesa di Meier e le antiche Abbazie di Subiaco. Il destino dei poeti, di quelli non banali è la loro valorizzazione purtroppo postuma e questo sta avvenendo con Vincenzo Scarpellino e con Achille Panunzi (che pure hanno goduto in vita di una certa popolarità).   Presenti in sala la vedova di Vincenzo Scarpellino Pina e la vedova di Achille Pannunzi Renata, accompagnata dalle figlie Gioia e Caterina e dalle nipoti Francesca e Daria. Presenti anche il poeta di Trevi nel Lazio Porfirio Grazioli e le attrici sublacensi Natalia Mercuri e Patrizia Sbraga il presidente del Centro culturale Lepetit Giorgio Grillo e del Centro Anziani omonimo S. Fannunza, Carlo Gori e Nicola Marcucci del Centro culturale Michele Testa.   Dopo i saluti degli assessori Micozzi e Galli ha preso la parola il relatore prof. Cosma Siani dell’università di Roma Tor Vergata che dopo aver sottolineato il pregio principale del saggio di Giovanni Prosperi, quello di aver riportato l’attenzione sulla poesia di Achille Pannunzi e di averlo imposto all’attenzione di lettori esterni al suo comune natale e di averlo fatto uscire dalla cerchia ristretta di Subiaco. Prosperi ha pure lumeggiato l’altra faccia, quella più impegnata ed innovativa di Pannunzi. Tuttavia, secondo Siani, l’aspetto più caratterizzante di Pannunzi resta quello ironico ed autoironico e quello che fu evidenziato da Prosperi già nell’introduzione alla riedizione di “Na rattattuglia ’e vérsi” nel 2007: “Achille Pannunzi audace e, forse, un po’ carnale; è vero, la sua sensualità maschia lo rende spregiudicato, ma mai volgare. La sua sensualità è sana, genuina, coniugale. E’ quella sprigionata dal goleador con i suoi 288 goal, un misto di talento ed energia, da quei poderosi muscoli che facevano delirare tutti, in particolare le donne, a cominciare da sua moglie Renata…” Cosma Siani ha poi esaltato l’ultima versificazione del Pannunzi, quella non più legata alla rima e caratterizzata dall’abile scomposizione dell’endecasillabo, predominanti nella produzione precedente. Ha poi esaltato il realismo amaro di Pannunzi. Ed infine ha auspicato una riedizione dell’opera completa del Pannunzi, con tradizione in italiano e il necessario corredo di informazioni biografiche (anche evidenziando la “biblioteca” del poeta) e notazioni bibliografiche. L’esposizione del prof. Siani è stata accompagnata dalla lettura di testi esemplari di Pannunzi declamati dal poeta Benedetto Lupi che ha raccolto l’eredità poetica del “centravanti poeta”.   L’incontro si è concluso, con brevi annotazioni dell’autore Giovanni Prosperi che ha ringraziato tutte le persone intervenute e che ha ricevuto dall’assessore il dono di un libro raro dall’assessore alla cultura di Subiaco che ha ringraziato l’autore per il saggio su Pannunzi e per i suoi libri di poesia ed arte.   Le foto del servizio sono di Franco Giorgi.    GIOVANNI PROSPERI è nato nel 1939 a Subiaco (in provincia di Roma). Si è laureato in Architettura a Roma con Bruno Zevi. È coautore del volume Il Comprensorio Sublacense (Roma 1973) e autore dei volumi Padre Pio, la memoria (1999); Medioevo Aniense. S. Benedetto, i Benedettini e lo sviluppo storico-territoriale dell’area sublacense sino al sorgere dei comuni(2004); Il Sogno dell’Arte, il Novecento Pittorico Sublacense (2005); Un’infanzia a Subiaco (2006);Il culto romantico del paesaggio sublime. Subiaco nelle stampe d’arte del XVIII, XIX e XX secolo (2007). Ha pubblicato inoltre sette raccolte di poesie: Maria di Nazareth (1995); Le Stagioni dello Spirito (1996); Le parole di Bernadette (1997); Il Filo d’Erba (1998); Corale dell’Umanità Aniense (1999); Pellegrinaggio al Sacro Speco di San Benedetto (2000); Edith di Breslavia (2003); Kerygma (2006).     Achille Pannunzi, (1921-2007) è nato e vissuto a Subiaco, condividendo con molti suoi compaesani la sorte di pendolare a Roma. Negli anni ’40-’50 del 1900 fu centravanti in squadre di serie C, segnalandosi per i suoi 288 goal. Molto noto per le sue numerose composizioni in dialetto sublacense, pubblicò nel 1984 a Subiaco Na rattattuglia ’e versi. La raccolta è stata ripubblicata, con l’aggiunta di cinque poesie inedite, dal Comune di Subiaco nel 2007. Per la collana “Quaderni della Biblioteca Comunale” ha pubblicato nel 2001 la raccolta di poesie Versi a deotto pe’ Subbiacu” e nella stessa collana Versi diversi

 


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