Successo dell’ensemble Aliusmodum all’Accademia di Romania

Nella seconda edizione del Festival Internazionale Altrerisonanze 2013, un excursus musicale dal barocco di Vivaldi e J. S Bach
di Federico Carabetta - 10 Novembre 2013

Mercoledì 6 novembre 2013 presso la sala dei concerti dell’Accademia di Romania in Roma si è svolto il secondo dei tre concerti che iscrivono la seconda edizione del Festival Internazionale Altrerisonanze (2013).

Dopo un primo concerto – svoltosi con grande apprezzamento nel prestigioso e splendido Oratorio del Caravita – dedicato a composizioni del primo Novecento (Silvestri e Mahler), quello di mercoledì sera ha rappresentato un ideale viaggio musicale nel barocco di Antonio Vivaldi e Johann Sebastian Bach senza però tralasciare i frutti del pre-classicismo con uno dei figli del grande Bach: Carl Philipp Emanuel.

Ha aperto la serata proprio il Concerto in Re Maggiore Wq 18 di quest’ultimo per Clavicembalo e Archi, dove la solista Cipriana Smarandescu ha proposto con maestria il “nuovo stile” forgiato da C.Ph.E. Bach nel quale spesso le influenze barocche ereditate dalla musica del padre vengono superate in un linguaggio più adatto ai nuovi tempi, ricchi di contrasti e schiettezza dell’idea musicale.

A seguire, la freschezza dell’invenzione Vivaldiana nel suo Concerto per Flauto Traversiere e Archi in Sol Maggiore op.10 n.4 (RV 435), che ha visto Pierluigi Tabachin restituire – nel suo ruolo di solista – il gentile e trasparente virtuosismo italiano di uno strumento – il traversiere – che fu tra i príncipi più graditi dell’epoca barocca musicale.

ensemble-altrerisonanze-368x247[1]In questo “concerto di concerti”, la voce di J.S. Bach si è poi fatta degnamente ascoltare prima nel fantastico lavoro per Violino e Archi quale il Concerto in la minore BWV 1041, opera di assoluto valore strumentale e contrappuntistico in cui Mauro Lopes Ferreira, solista di fama internazionale e assiduo collaboratore di musicisti del calibro di Jordi Savall e Rinaldo Alessandrini, ha intrecciato con bravura linee polifoniche che sfociano nella cantabilità del famoso secondo movimento.

Ha chiuso il concerto il celeberrimo e straordinario per bellezza ed efficacia Quinto Concerto Brandeburghese, che ha riunito la bravura dei tre precedenti solisti in un continuo dialogo tra flauto, violino e clavicembalo sempre portato avanti con musicalità, bellezza di suono e precisione in un alternarsi di virtuosismo (nel primo movimento con l’incredibile e precorritrice lunga e difficilissima cadenza del clavicembalo e nel terzo – gioiosissimo – movimento) e di affettuoso ottimismo (nel secondo movimento ove rimangono i soli tre strumenti a dialogare trovato loro).

Ad accompagnare i tre solisti in questo bel viaggio musicale è apparso ancora una volta l’ensemble Aliusmodum, consolidato gruppo di straordinari musicisti dell’area romana, estremamente a suo agio nell’uso della prassi filologica nell’interpretazione della musica antica.

Aliusmodum nasce nel 2004 e si impone nella vita musicale italiana come simbiosi tra musicisti italiani e rumeni, tutti di grande valore ed esperienza nell’esecuzione filologica di musica antica, esperienza maturata in ambito nazionale e internazionale. L’ensemble svolge un’intensa attività concertistica nelle rassegne organizzate all’Accademia di Romania e nelle presenze all’Oratorio del Gonfalone a Roma, alla RAI-Radio3 e in altri festival di musica antica. I musicisti dell’ensemble collaborano con i più importanti e valorosi gruppi di musica antica di livello mondiale (Hespèrion XX, Concerto Italiano, Caffè Zimmermann, etc.), ritrovandosi così perennemente nel cartellone dei grandi festival e rassegne specializzate. Gli strumenti che usano sono originali o copie filologiche degli strumenti di epoca.

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