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Sulla regolamentazione di bar e ristoranti

Una messa a punto di Alfonso Rossetti vice presidente della Commissione Commercio del VII Municipio
Enzo Luciani - 13 Novembre 2009

Martedì 10 novembre 2009 il consiglio del VII Municipio, come diffusamente riportato da Alessandro Moriconi su queste pagine (https://abitarearoma.it/index.php?doc=articolo&id_articolo=15192), si è espresso sulla nuova regolamentazione per la concessione di autorizzazioni per la somministrazione di cibi e bevande.

Stiamo parlando, per farla breve, di bar e ristoranti. Queste due attività commerciali, che da anni si sottraggono alla libera concorrenza che ha imposto la Legge Bersani del 1998 (in Consiglio avevamo erroneamente sostenuto che la Legge risalisse al ’97, chiediamo venia!), saranno a breve normate stravolgendo l’attuale regime di contingentazione.

Non ci esprimeremo sui tecnicismi del nuovo regolamento -è materia assai complessa e siamo certi che la questione non suscita la curiostà del lettore -, del resto lo abbiamo già fatto in Aula astenendoci, ma ci preme semmai sottolineare l’incredibile comportamento della Giunta del VII Municipio su un tema, lontano forse dai reali interessi della cittadinanza, che tuttavia inciderà profondamente su numerese realtà economiche e sullo sviluppo prossimo e futuro della nostra città.

Non ci dilungheremo nella ‘lettura’ del provvedimento e sulle ricadute che esso avrà sul piccolo e medio commercio e del terziario della Capitale. Siamo altresì curiosi di comprendere (in Aula purtroppo neppure un solo componente della Giunta a rappresentarla), il voto favorevole al nuovo regolamento addirittura privo di una qualsivoglia osservazione. Circostanza questa che non esiteremo a definire più unica che rara.
Il PdL viceversa, ci interessa informare la cittadinanza locale e non di meno il nostro elettorato, si è espresso con l’astensione. Voto che è scaturito dalla consapevolezza della necessità di porre mano ad un comparto che troppo tempo attende una regolamentazione, ma che al tempo stesso non può passare attraverso una normativa complessa, esageratamente burocraticizzata -in fortissima controtendenza con gli indirizzi del governo centrale- che a nostro modesto parere favorisce (e non sarebbe la prima volta!) le grandi concentrazioni economiche a svantaggio delle piccole realtà.

Si è giunti alla determinazione di autorizzazioni a punti (punteggi che sono la risultante di particolari requisiti) molto simili a quelle degli alberghi. In altre parole la sensazione che si ricava è quella che per avviare una attività di somministrazione, si debba ricorrere alla consulenza di qualche scienziato.

Ci saremmo attesi maggior semplificazione.

Alfonso Rossetti vice presidente della Commissione Commercio del VII Municipio
 


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