“Sulla strada di Iqbal” di Catia Proietti

Il 21 maggio 2021, la presentazione del libro presso l'Istituto Comprensivo Minerva, in viale Bardanzellu, 83 a Colli Aniene
Redazione - 22 Maggio 2021

La cultura riparte anche e soprattutto dalle iniziative di quartiere che aggregano, in sicurezza e nel pieno rispetto dei protocolli anti-contagio, intorno a temi oggi più che mai attuali e sentiti.
Nella cornice del “Maggio dei Libri”, organizzata dalla sezione soci Unicoop Tirreno di Valle Aniene, con il supporto di Sogester, presso l’Istituto Comprensivo Minerva, in viale Battista Bardanzellu, 83 a Colli Aniene, il 21 maggio 2021, si è tenuta la presentazione del libro “Sulla strada di Iqbal” di Catia Proietti.

Una storia di vita quotidiana, un rapporto difficile tra una mamma adolescente ed una figlia ribelle, ispirata alla storia di Iqbal Masih. Due storie, quella di Maya, adolescente romana, e Iqbal Masih, bambino operaio e attivista pakistano, diventato simbolo della lotta contro il lavoro minorile.
Diversi i temi trattati, dai diritti negati ai rapporti familiari, alla difficile lotta degli adolescenti per affermare la propria individualità in un mondo conformista e spesso miope, che hanno coinvolto e avvolto un pubblico numeroso, circa 60 persone, attento, interessato e oggi più che mai partecipe e con un rinnovato spirito di condivisione e socialità, quella vera e quella volta a fare ed essere comunità.

L’AUTRICE – Catia Proietti è nata a Roma nel 1969 e vive nel quartiere popolare di San Basilio dove da anni svolge attività con le realtà territoriali. Ecco cosa dice di sé:
Un giorno ho scritto un libro e cominciato un viaggio. Ho conosciuto bambini, ragazzi, genitori, insegnanti con cui crescere insieme e fare nuove esperienze. Ho provato a catturare i loro sogni. Sulle ali di una farfalla. Da allora voliamo insieme.

Ho pensato spesso di essere fuori luogo e fuori tempo. Però sono nata sotto il segno del leone e vengo da una famiglia di operai, gente che non si è mai tirata indietro di fronte alle fatiche.  E io sono come loro. Non riesco a stare in finestra a guardare. Nessuno di noi, oggi, dovrebbe permetterselo. Scrivere è il mio FARE. Vivo in un difficile quartiere di periferia, ho iniziato collaborando con la biblioteca, la libreria e le altre realtà territoriali per promuovere iniziative culturali e creare un circolo virtuoso di buone energie, grazie alle quali ci si possa sostenere a vicenda.

Scrivo per costruire ponti: incoraggiando m’incoraggio. Come tutte le donne vivo una vita multitasche in cui molti ruoli s’intersecano. Scrivo alle cinque del mattino, quando la casa è ancora nel silenzio. SCRIVO A FATICA perché come ben sapeva Virginia Woolf una donna fatica a trovarsi “una stanza tutta per sé”. Ma quando riesco a costruirla, quella stanza, le pareti sono azzurre e il cielo è tempestato di farfalle: mi ricordano che il mal di mondo mi schiaccia a terra, mentre io invece voglio volare.

 


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