Tavola rotonda su Colli Aniene 40 anni dopo

Giovedì 27 settembre 2012 nell’ambito della rassegna L’Arte nel Portico
di F. C. - 1 Ottobre 2012

Giovedì 27 settembre 2012 è stata inaugurata nell’ambito della rassegna L’Arte nel Portico sotto i portici di viale Ettore Franceschini la Mostra “Colli Aniene compie 40 anni”, realizzata dalla Sogester, che è stata esposta ed è stata visitata con estremo interesse da parte degli abitanti del quartiere fino alla serata conclusiva del 29 settembre.

Nella mostra, ideata da Luigi Polito e da me, sono stati sintetizzati i fatti salienti della storia quarantennale del quartiere dal lontano 1972, fino ai nostri giorni. Ai visitatori della Mostra è stata consegnata una piccola brochure che riproduceva i dieci pannelli della mostra. Gli organizzatori hanno pure stimolato alla collaborazione i visitatori che hanno potuto segnalare per iscritto lacune nel racconto dei 40 anni oppure indicare i loro suggerimenti per un suo completamento e che potranno anche in seguito conferire immagini e ricordi del loro quartiere.

In serata si è tenuto sotto i portici di via Ruini angolo viale Franceschini un’interessante tavola rotonda, moderata dal direttore del mensile Abitare A Vincenzo Luciani. Vi hanno preso parte Riccardo Farina (presidente del Consorzio Aic), Luigi Polito (titolare della Sogester, imprenditore nel ramo dei servizi e della comunicazione, e inventore de L’Arte nel Portico), Mimmo Pietrangeli (ambientalista di Insieme per l’Aniene), Alfiero Nena, scultore di fama internazionale e Presidente dell’Associazione degli Scultori). All’iniziativa non ha potuto partecipare suor Lidia Abbate del Centro Sacro Cuore è un’altra importante figura storica del Quartiere ed autrice del libro di memorie “E Gesù si fermò al Tiburtino”, ricco di notizie che riguardano la crescita parallela della comunità locale e del Centro Sacro Cuore, nei cui impianti molti ragazzi hanno potuto svolgere attività sportive e culturali e nelle cui strutture si sono avvicendate e confrontate proposte culturali, anche di segno diverso, in un clima di grande rispetto.

Dar Ciriola asporto

Il conduttore ha dapprima fatto fare ad ognuno dei partecipanti un flashback su dove fossero e cosa facessero nel lontano 1972 e quale fosse stato il proprio primo approccio con il quartiere e che cosa cosa ricordassero di quei primi anni pionieristici. Poi ha chiesto loro di tracciare un bilancio sommario e sintetico di questi primi quarant’anni di Colli Aniene.

Ed il bilancio, partendo dal 1972 quando si avviarono i primi programmi cooperativi ha visto il primo insediamento in una zona ai margini della città senza strade, senza trasporti, senza negozi, senza scuole, senza i più elementari servizi. A distanza di vent’anni poteva essere considerato un quartiere sprovvisto di servizi ad un quartiere considerato modello, fra i più vivibili, tra quelli della 167 senz’altro uno dei più validi, dotato dei principali servizi, con interessanti centri commerciali, a due passi dalla metropolitana, con una ragguardevole cornice di verde. E, cosa più rilevante il quartiere, a differenza di molti altri acquisì una sua identità ed una sua validità indiscussa grazie allo spirito di cooperazione e di solidarietà che ha consentito già nei primi 20 anni di fare tanto.

Nei successivi sono via via emersi problemi che si inquadrano, soprattutto negli ultimi anni nello stato di crisi profonda che attraversa l’intero paese. Sulle soglie degli anni Novanta a Colli Aniene c’era solo la Banca del Fucino, pochi i erano i supermercati, l’ufficio postale di là da venire come la Biblioteca Casale Nardi, il Centro Anziani, il Parco Acea, la Cervelletta, ecc. Molti i problemi erano irrisolti (il Depuratore, i campi nomadi, la sicurezza).

Se si tiene conto di un’indagine condotta nel quartiere da Abitare A nel dicembre del 2004 a Colli Aniene figurava al 1° posto in assoluto la carenza di sicurezza (70%), descritta come aumento di scippi e furti e mancanza di un posto di polizia. Al 2° posto la mancanza di un centro di aggregazione (30%) e della biblioteca (15%).
Alte pure le segnalazioni per carenza di manutenzione a strade, giardini e scuole e pulizia nelle strade. La graduatoria era confermata nelle proposte avanzate dai cittadini: primo, istituire un posto di polizia e vigile di quartiere, con quelle di realizzare (nell’ordine): centro di aggregazione, teatro, centro culturale, piazza con monumento dello scultore Alfiero Nena, un centro sportivo, spazi per concerti.
I partecipanti alla tavola rotonda hanno sottolineato come un fatto positivo che le associazioni e il Comitato di quartiere abbiano deciso di non lasciar passare sotto silenzio una data così importante, come quella del 40°. Ed hanno unanimemente indicato la via da percorrere in futuro nel ripartire dai problemi e dalle proposte concrete per risolverli e dal protagonismo degli abitanti che negli ultimi anni sembrano essere andati in letargo insieme ai partiti, alle forze sociali, alle associazioni.

Molto interessante è stata la parte conclusiva della tavola rotonda in cui è stato chiesto a Farina, Polito e Pietrangeli di indicare di quali azioni in particolare c’è oggi necessità per garantire a Colli Aniene un futuro degno di essere vissuto.

Mimmo Pietrangeli ha sottolineato la necessità di recuperare quello spirito di cooperazione che ha consentito in passato di dotare il quartiere di isole verdi. Oggi il problema è di mantenere quel verde e di curarlo senza aspettare un sempre più improbabile aiuto dagli enti preposti, fortemente sprovvisti di risorse.

Luigi Polito ha auspicato una maggiore pulizia e cura del quartiere attraverso la collaborazione di pubblico e privato, partendo dalle piccole cose. Perché risolvere piccoli problemi, porta alla soluzione di un problema più grande e forse divenuto insolubile. Per quanto riguarda la cultura la Sogester continuerà a fare la sua parte, con l’Arte nel Portico e con le altre iniziative, avviate e da avviare.

Riccardo Farina ha indicato quattro obiettivi concreti per un’azione che porti il quartiere a rinnovare il suo spirito cooperativo ed a farlo misurare con problemi quali:
a) la realizzazione delle residenze per anziani e per studenti nella parte centrale del quartiere e della costruzione del nuovo centro anziani; b) la sistemazione della cosiddetta “area degli orti”, per bonificare un’area oggi degradata e che viceversa, bonificandola, può consentire un collegamento immerso nel verde tra la stazione della linea Fm e il quartiere; c) l’individuazione di forme di autogestione (da individuare in collaborazione tra il Comune, i cittadini ed operatori privati degli spazi verdi comuni, oggi molto trascurati; 4) la creazione di strutture per i giovani nell’area vicino la lavaggio della Palmiro Togliatti, reperendo le necessarie risorse. “L’Aic, nell’impegno per la soluzione problemi di Colli Aniene, c’è stata sempre, c’è e ci sarà”.

Alla Tavola rotonda ha partecipato anche lo scultore Alfiero Nena.

Concludendo, Luciani ha affermato che la sveglia deve suonare per tutti, nessuno escluso: cittadini, associazioni, istituzioni. I problemi non si risolvono da soli. Ed ognuno si deve sentire impegnato in proprio chiedendosi sempre: e tu cosa fai per il tuo quartiere?

 


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