Taxi in fila, clienti assenti: la nuova fotografia di Roma

Nel mirino finisce soprattutto la misura delle “doppie guide”, che consente a più conducenti di alternarsi sulla stessa licenza, aumentando di fatto la presenza di vetture in strada

File ordinate di auto bianche ferme, tassametri spenti e conducenti in attesa. Un’immagine che, fino a pochi mesi fa, sarebbe sembrata improbabile nella Capitale. E invece oggi racconta una realtà diversa: quella di un settore in affanno, dove la domanda rallenta e l’offerta cresce.

A lanciare l’allarme è Alessandro Atzeni, coordinatore regionale di Uiltrasporti Lazio, che descrive una crisi “senza precedenti” per il trasporto pubblico non di linea a Roma. Un mix di fattori globali e scelte locali che, secondo il sindacato, sta mettendo in ginocchio la categoria.

Posteggi pieni, corse vuote

Il quadro è quello di una città dove i taxi restano fermi più a lungo del previsto. Nonostante l’avvicinarsi della stagione turistica, tradizionalmente favorevole, i tassisti denunciano un calo netto della clientela.

A pesare, spiegano, sono anche le tensioni internazionali e una congiuntura economica che frena gli spostamenti. Ma non solo.

Il nodo delle doppie guide

Nel mirino finisce soprattutto la misura delle “doppie guide”, che consente a più conducenti di alternarsi sulla stessa licenza, aumentando di fatto la presenza di vetture in strada.

Secondo il sindacato, in un mercato già fragile, questa scelta avrebbe contribuito a saturare l’offerta. E il timore è che la situazione possa peggiorare ulteriormente ad aprile, con l’estensione degli orari di esercizio.

Il risultato, denunciano, è un paradosso: più taxi disponibili, ma meno corse per ciascun conducente. Con ricadute dirette sui redditi e turni sempre più lunghi per compensare gli incassi ridotti.

Foto Alessandro Atzeni, coordinatore regionale di Uiltrasporti Lazio

L’ombra dell’abusivismo

A complicare il quadro c’è anche il problema, mai risolto, dell’abusivismo. Un fenomeno che continua a sottrarre clientela ai tassisti regolari, soprattutto nei punti nevralgici come stazioni e aeroporti.

Una concorrenza ritenuta sleale, che si inserisce in un contesto già critico e alimenta il malcontento della categoria.

Le richieste al Campidoglio

Da qui l’appello a Roberto Gualtieri e all’amministrazione capitolina: rivedere le misure introdotte, rafforzare i controlli contro l’illegalità e aprire un tavolo di confronto con i rappresentanti del settore.

L’obiettivo è evitare che la crisi diventi strutturale e che una professione storica della città scivoli verso un declino difficile da invertire.

Un equilibrio che cambia

La situazione attuale ribalta uno scenario recente. Solo pochi mesi fa, cittadini e turisti lamentavano la difficoltà nel trovare un taxi. Oggi, invece, il problema sembra essersi capovolto.

Un equilibrio fragile, che racconta quanto il sistema sia sensibile ai cambiamenti — economici, sociali e politici — e quanto sia complesso trovare una sintesi tra domanda, offerta e sostenibilità del lavoro.

Per le auto bianche romane, la partita resta aperta. E si gioca tutta sulla capacità di adattarsi a un mercato che, nel giro di poco tempo, ha cambiato direzione.


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Un commento su “Taxi in fila, clienti assenti: la nuova fotografia di Roma

  1. Io credo che vada combattuto per prima cosa labusivismo, poi uber in quanto gli ncc con licenze di fuori Roma svolgono il servizio taxi poi rivedere i turni che sono fatti malissimo, ed infine un occhiata ai furbetti@ poi guardate il resto

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