Taxi, Roma resta un’anomalia in Europa: il nodo dell’app comunale

Il sistema è schiacciato dalla frammentazione dei radiotaxi privati e dalle multinazionali

Roma continua a scontare un ritardo strutturale nella gestione del servizio taxi rispetto alle altre capitali europee.

Mentre città come Parigi,Madrid,Berlino dispongono di sistemi unificati che consentono alle amministrazioni di monitorare e coordinare l’intera flotta in tempo reale, nella Capitale il servizio resta schiacciato tra cooperative storiche di radiotaxi e piattaforme private internazionali come FreeNow.

I nodi critici del servizio

Durante l’audizione in Assemblea capitolina sono emerse le ragioni strutturali che impediscono allo 060609 di decollare:

  • Frammentazione: La flotta è divisa tra chi aderisce alle cooperative storiche e chi usa app private (circa 3.500 su 9.000). Questo impedisce al Comune di comunicare con tutti i tassisti in tempo reale durante scioperi o grandi eventi.

  • Costi e Commissioni: Sebbene lo 060609 sia gratuito per i tassisti, richiede l’iscrizione a Nexi per i pagamenti digitali. Molti operatori sono restii, nonostante la commissione sulle transazioni sia appena dello 0,37% (molto inferiore a quella delle multinazionali).

  • Mancanza di visibilità: Moltissimi turisti e romani ignorano l’esistenza dell’app ufficiale, preferendo i canali tradizionali o le app più pubblicizzate.

La proposta: Obbligo e “Buoni Taxi”

Per uscire dal guado, l’amministrazione Gualtieri sta studiando una modifica al regolamento comunale. L’idea è imporre l’iscrizione alla piattaforma a tutte le licenze attive.

I vantaggi sarebbero molteplici:

App Unica: Il cittadino avrebbe accesso a 9.000 auto bianche con un solo click.

Infomobilità: Il Comune potrebbe gestire meglio i picchi di domanda e monitorare le zone scoperte.

Integrazione Sociale: La nuova versione dell’app integrerebbe l’erogazione dei buoni taxi e garantirebbe corsie preferenziali per il trasporto delle persone con disabilità.

L’attacco dell’opposizione

Il consigliere Fabrizio Santori (Lega), promotore dell’audizione, ha puntato il dito contro i ritardi della Giunta:

“Perché si accettano attese infinite e corse perse quando lo 060609 è stato creato proprio per risolvere questi problemi? È uno strumento fondamentale per garantire il diritto alla mobilità, specialmente per le fasce più fragili. Roma non può restare nel guado mentre le altre capitali corrono”.


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