Taxi verdi anche a Roma

Auto-gialle ibride: elettricità, GPL e Metano in pista. Berruti (Pdl): seguiamo l'Europa
di Massimiliano Napoli - 4 Marzo 2009

Via libera ai taxi ecologici. Dopo la mozione approvata dal Comune di Milano, che vedrà le “nuove” vetture in circolo nella metropoli lombarda dal 1012, anche Roma finalmente si prepara ad accogliere il nuovo servizio di trasporto totalmente verde. E’ stata infatti approvata il 3 marzo scorso in Campidoglio la mozione di Maurizio Berruti (Pdl), membro della commissione Mobilità del Comune di Roma, che apre la strada alla autovetture a basso impatto ecologico, come quelle ibride, elettriche, a GPL o gas Metano.

A Roma, ricorda Berruti, ci sono circa 7500 taxi che per dar seguito alla domanda (soprattutto tra i turisti) circolano per la maggior parte del tempo nel centro storico o nell’anello intermedio cittadino – che possiamo considerare comunque centro. La commissione Mobilità, riguardo ai taxi, stima che ogni giorno le vetture percorrono più di 1 milione di chilometri. E in una condizione del genere il volume di emissione di agenti inquinanti (CO2, polveri sottili, ecc.) è enorme: secondo un rapporto di Legambiente, infatti, il trasporto stradale è il principale responsabile di CO, Monossido di Carbonio, emesso in atmosfera in Italia ogni anno (più del 70%), e le autovetture contribuiscono per quasi l’80%. Per quanto riguarda l’anidride carbonica (CO2), invece, le automobili producono una quota annuale in costante crescita dal 1980: il fenomeno sembra sia dovuto all’aumento delle percorrenze complessive (si cammina di più in auto) e all’aumento delle cilindrate in circolazione (si cammina con macchine più “potenti”).

Insomma, nei grandi centri urbani, dove in teoria ci dovrebbe essere meno bisogno di automobili per gli spostamenti – e soprattutto meno bisogno di grosse motorizzazioni – pare si opti sempre di più per la grande autovettura privata. Purtroppo non abbiamo dati in merito, ma possiamo immaginare che lo sviluppo modaiolo di un certo tipo di vetture non contribuisca certo positivamente alla salute del pianeta. Si parla di automobili delle dimensioni di piccole imbarcazioni, monolocali a quattro ruote, che necessitano dunque di grandi motori, occupando spazi enormi in strada e lungo i marciapiedi. Vetture che probabilmente non riescono nemmeno a circolare nelle stradine del centro storico e che sarebbe cosa buona e giusta arginare nelle metropoli e nei grandi centri urbani, dove le esigenze di spazio-fisico pro capite crescono di giorno in giorno. Ma certo è che i taxi, anche se di più piccole dimensioni, sono sempre, costantemente in movimento, quasi ventiquattr’ore su ventiquattro, e questo fa di loro uno dei principali responsabili dell’inquinamento cittadino.

“Finalmente – ha dichiarato Maurizio Berruti – la nostra sensibilità ha ritenuto di avviare un processo di incentivazioni economiche da destinarsi ai taxi per l’acquisto di vetture dotate di propulsori ibridi”. Occorre muoversi insieme all’Europa, ha detto il consigliere comunale, con l’obiettivo di raggiungere i parametri UE fissati in questa materia, oltre che rinnovare il parco taxi della Capitale.


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