“Touché” – Satana e Benedetto XVI – L’azzardo tra padre e figlia

Fatti e misfatti di febbraio 2013 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 17 Febbraio 2013

"Touché" 

"Durante il mio primo incontro con Mario Monti – ha raccontato, su "Sky Tg24", la campionessa olimpica di fioretto e capolista nelle Marche per la lista "Scelta civica", Valentina Vezzali – lui mi disse che, probabilmente, sarebbe stato il prossimo Presidente della Repubblica".

Mario Monti, allora, già con la cambiale in mano firmata da qualcuno? Oppure profeta eccezionalmente in patria? Oppure, ancora, disinvolto sbruffone con una signora sportivamente assai dotata, ma politicamente senza alcuna esperienza? Saranno i prossimi eventi a dare una risposta. Ma Mario Monti, nel frattempo, "touché". "Touché" ben oltre che dal fioretto di Valentina Vezzali.

Dar Ciriola asporto

Satana e Benedetto XVI

"Ha visto Satana in Chiesa – così, in una intervista, il noto storico e saggista Franco Cardini – e, dunque, Benedetto XVI ha deciso di abdicare".

Una interpretazione soggettiva, sì, ma comunque non benevola nei confronti di un Benedetto XVI che, quindi, sarebbe fuggito davanti al demonio. Anche perché il contrario di come aveva reagito, nel deserto, il Gesù dei Vangeli. Il quale Gesù, infatti, non si era lasciato né lusingare né impressionare dal "re del male", ma era riuscito a combatterlo, a scacciarlo e a vincerlo. Aveva trent’anni, certo, e non quasi novanta come Benedetto XVI. E il demonio, magari, non era arrivato a cercare di debellarlo come certa Chiesa ha cercato di debellare Benedetto XVI. Ma, forse, il professor Franco Cardini, specializzato in studi medioevali, non è altrettanto preparato – almeno secondo quanti amano il Papa "uscente" – sui poteri di quello Spirito Santo il quale, come aveva assistito Gesù nel deserto, avrebbe assistito Benedetto XVI nel vulcano della Curia. No – sempre per quanti lo amano – Benedetto XVI non ha lasciato il Soglio perché impaurito da un Satana entrato nella sua Santa Sede, ma solo perché quel suo clamoroso gesto di abdicazione è stato dettato proprio da uno Spirito Santo che soltanto così avrebbe potuto ottenere, soprattutto nella Curia, la separazione del bene dal male. Se così, si spera finalmente "per omnia saecula saeculorum".

L’azzardo tra padre e figlia

"A Sesto Fiorentino – è la notizia – un uomo di 38 anni ha lasciato la sua figlioletta di dieci mesi all’interno della sua auto ed è andato a giocare, per un’ora, in un centro scommesse".

Il fatto, dal punto di vista etico, si commenta gravemente da solo. Sorge spontaneo, però, un ragionamento "a latere" becero, ma non privo di significato. Lo Stato avrà guadagnato in percentuale, sulle scommesse giocate durante quell’ora dal cattivo genitore,una "somma x". Ma questa "somma x" sarà riuscita a compensare la "somma y" che lo Stato è stato giustamente costretto a spendere con l’invio sollecito di una pattuglia della Polizia per liberare la piccola chiusa nell’auto? E, anche se fosse riuscito a compensarla, fatti del genere sono belli? E’ bello che lo Stato, pur di racimolare qualche euro in più, continui ad incoraggiare il gioco d’azzardo? E a rischiare – ultimo, in ordine di tempo, quello a Sesto Fiorentino – episodi scellerati che potrebbero trasformarsi perfino in drammi?


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti