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Tra asili pollaio e regali ai privati, il profondo disagio dei Nidi

I servizi educativi all’indomani della legge Polverini
di Vincenza Borgesano (Funzionario Educativo 7° Municipio) - 8 Settembre 2011

Così cantava il grande cantautore Pierangelo Bertoli, ma per noi questo vento si è fermato. Ma di che parlo…?, di chi parlo…?

Parlo del vento che si è abbattuto sui servizi educativi all’indomani della legge Polverini…che più che vento mi sembra uno tsunami.

Allora facciamo un po’ di storia:

C’erano una volta gli Asili Nido, c’erano le Scuole dell’Infanzia c’erano le Educatrici, c’erano le Maestre, c’erano i bambini oh ve li ricordate i bambini? Quelli per i quali abbiamo lottato abbiamo costruito gli Asili abbiamo cercato di migliorare la qualità perché non fossero più, assistenziali ma educativi. Ci siamo impegnati nelle lotte femminili, perché le donne potessero accedere al lavoro ed avere posti belli e sicuri dove lasciare i propri bambini.

Asili dove si vive, dove si gioca, si legge, si ascolta musica e favole, dove si va al bagno e si impara a fare la pipì, dove si fanno i percorsi e si gioca con la farina di mais, dove si portano i bambini al mare, alla fattoria a vedere gli animali. Gli Asili dove le Educatrici fanno progetti con e per i genitori, dove si fanno le Assemblee ed i genitori si conoscono si scambiano le loro esperienze…si sentono meno soli. Dove c’è Mohamed e Yosif, Elis e Ariana che vengono da altrove, e grazie a loro si fa intercultura, ed il mondo diventa un po’ più piccolo. Dove le famiglie si avvicinano e comprendono che fare i genitori è proprio difficile. Dove le Educatrici tutte le mattine accolgono le famiglie con un sorriso ed un abbraccio portando bambini e genitori sul tappetone a giocare con le costruzioni di legno. Dove si costruiscono “scatole azzurre” cartelloni di fiori ed erba raccolti in giardino, dove si prendono tubi per innaffiare, e corrugato e ci si fa passare la sabbia che cade dentro ciotole di legno ed è così bello da vedere. Dove si fa documentazione, perché quello che si fa oggi non vada perduto e sia d’aiuto per altri bambini… quelli che verranno.
Dove i genitori portano i figli dove sono stati loro all’Asilo ed è bello…un po’ meno per le Educatrici che si scoprono un po’ più grandi, ma solo all’esterno dentro sono sempre giovani .

Ecco quei Nidi vivono momenti di grande e profondo disagio, i tagli indiscriminati di questi ultimi anni hanno impoverito sempre di più i servizi.

C’e’ stato un momento dal 2001 al 2005 circa anno più anno meno, in cui si è cercato di iniziare un nuovo ed interessante percorso, che vedeva una rinascita dei servizi educativi l’inizio di una formazione che avrebbe riguardato le educatrici ed i Funzionari Educativi (scusate, all’epoca Coordinatori Educativi), la cui entrata avrebbe dovuto portare vento nuovo all’interno degli Asili rendendoli meno lontani dall’Amministrazioni e più vicini all’Europa. Ma cosa è stato di tutto questo?

Come abbiamo potuto dimenticare cosa ci faceva andare avanti nonostante la stanchezza, perché lavorare con i bambini, beh tocca dirlo, stanca, è usurante. Eppure credetemi io ancora oggi con quelle educatrici, le stesse di trent’anni fa, ci parlo, le conosco da sempre. Ancora credono in quello che fanno, ancora credono che sia importante ed aspettano lottando di poter cambiare un pensiero Amministrativo che con la scusa di ottimizzare, ha tagliato fondi, ha tagliato personale, ha ridotto gli orari di lavoro, ha ridotto gli orari di apertura degli Asili mettendo in crisi tante famiglie.

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Ottimizzare è giusto; in un’ottica di risparmio tutti dobbiamo pensare socialmente e risparmiare dove è possibile, magari non sulla pelle di nessuno. Ma di Nidi comunali non se ne sono aperti più, o meglio, qualche apertura sporadica (vedi via Serafini X municipio, via Perlasca VII municipio e qualche altro qui e li… non me li ricordo tutti). Educatrici di ruolo ferme in orari definiti tempo Nido che nascono buoni ma si trasformano in spirali claustrofobiche. Educatrici precarie che lavorano sempre meno ed hanno tre ore con la psicosi della chiamata mattutina tra le sette e le otto. L’ansia di arrivare in tempo e fermarsi dopo tre ore senza neanche dar da mangiare ad i bambini con i quali hanno giocato nel tempo nido, ma sarà giusto questo tempo nido?

E adesso arriviamo alla Legge Polverini… e vi ho risparmiato il materiale di pulizia e parafarmaceutico che arriva con il contagocce, l’entrata della Multiservizi che ha definitivamente sancito la fine di una gestione comunale dando l’avvio ad una gestione che inizia a privatizzarsi. Ci vogliamo leggere qualcosa? Senza chiaramente nulla da dire alla Multiservizi che ringrazio profondamente per il lavoro che svolge all’interno dei servizi in maniera più che buona. Chiaramente posso parlare solo per quello che vedo personalmente su tutta Roma… Alzo le Mani!!!

Quindi vi dicevo in un momento di grande assenza da parte del Dipartimento alle Politiche Educative, ops scusate, l’Assessore De Palo l’ha rinominato Politiche della Famiglia (quale!?) Ecco in questo momento nel quale procedono con grade lentezza le trattative che dovrebbero dar vita ad un nuovo contratto e regolamento per le Educatrici. Momento nel quale si discute di come mantenere dove possibile una qualità dei servizi, purcontInuando sostanzialmente a tagliare a limare a non assumere o ad assumer con il contagocce, a non coprire i posti vaganti, a non sostenere i gruppi educativi con presenza di bambini diversamente abili con la presenza di educatrici con contratto annuale. In questo momento arriva la Legge Polverini che spazza via tutto riducendo i metri quadri spettanti ad ogni bambino (da 10 metri a 6 metri) ed aumentando il rapporto frontale educatore bambino da 1/6 a 1/7… E va bene, che sarà mai un bambino in più!

E la qualità dei servizi? E le Educatrici che diminuiscono? E gli spazi che si riducono? In tutta Europa si aumentano le cubature che riguardo i bambini, aumentando gli spazi a loro destinati, spazi verdi, spazi gioco, in Italia i giardini si riducono.. Forse come suggerisce Bonassi, segretario dei Verdi, bisognerà garantire l’apertura di qualche spazio che non rientra in tale metratura e in questo modo si aggira l’ostacolo! Forse la Polverini deve inaugurare qualche “pollaio-nido” che rientra in tale tipologia …Che donna! Sarà anche madre?

Noi Educatori, io Funzionario e, credo, molti del 7° Territorio non ci stiamo.

Dal 5 Settembre alle ore 14.30 ci siamo incontrati sotto la sede del Municipio in via Prenestina 510 Educatrici di ruolo e non, genitori, Associazioni, Sindacato e quanti hanno voluto esserci, per parlare per confrontarci, per essere insieme il 6 settembre per lo sciopero. Abbiamo detto basta! Rispettate i servizi! Rispettateci! Rispettate le nostre lotte, il nostro lavoro! Rispettate i bambini.

Noi vi aspettiamo sotto il Municipio 7°, martedì 13, dalle ore 15, seconda puntata!


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