Tra smog e campi elettromagnetici a Roma si ammalano ogni mese 2 o 3 vigili urbani

Il sindacato chiede mascherine anti-smog e cabine per il filtraggio dell´aria per tutelare la categoria
di Claudia Tifi - 12 Giugno 2008

I vigili urbani, coordinati dal sindacato Ospol-Csa, si dichiarano pronti allo sciopero per tutelare il diritto alla salute. Senza mascherine anti-smog né cabine per il filtraggio dell´aria inquinata , presidiando per ore i punti della città più trafficati e quindi più a rischio per l´alta concentrazione di polveri sottili e di monossido di carbonio, accade che il 90 per cento di loro si ammala anche in modo grave.

“L´attuale organizzazione del lavoro – spiega Luigi Marucci presidente dell´Ospol – non realizza le necessarie rotazioni previste nel regolamento del Corpo per evitare che il personale subisca l´esposizione e l´assimilazione eccessiva delle sostanze nocive. Senza risposte concrete da parte dell´amministrazione comunale saranno attivate le procedure per lo stato di agitazione che potrebbero portare allo sciopero senza preavviso per pericolo malattie, così come è previsto dalle norme di legge e contrattuali".
“Fanno bene a preoccuparsi – commenta Giuseppe Teodoro coordinatore dei Comitati romani contro l’Elettrosmog – per l’esposizione agli alti tassi di inquinamento atmosferico rilevati nelle strade della città. Ma farebbero altrettanto bene i vigili e le loro categorie sindacali a preoccuparsi anche per gli alti livelli di inquinamento, stavolta elettromagnetico, rilevati in più occasioni dalle radiotrasmittenti in dotazione al corpo della polizia municipale. Da alcune misure effettuate risulta che i campi elettromagnetici sprigionati dai potenti terminali, soprattutto quando è attivo il contatto con le sale operative centrali, sono centinaia di volte superiori ai limiti fissati dalla legge. Inoltre le radiotrasmittenti sono collocate per lo più nella cintola d’ordinanza proprio a contatto con gli apparati più delicati del corpo umano."

“Lanciamo un appello al Sindaco e agli Assessori competenti – conclude Teodoro – affinché attivino, accanto agli strumenti di tutela della salute dei lavoratori e delle lavoratrici contro l’inquinamento atmosferico, anche adeguate misure per contenere i rischi contro il dilagante fenomeno dell’elettrosmog, che a Roma ha raggiunto dimensioni allarmanti ed incontrollabili.”


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