Tragedia sul Lago maggiore, staccata funivia Stresa-Mottarone

Prof.ssa Rosa Manco, CNDDU - 24 Maggio 2021

Ieri mattina 23 maggio 2021in Piemonte, località di Stresa, si è staccata una funivia che collega la località in provincia di Verbania al monte Mottarone

Il bilancio dell’incidente è quello di una tragedia, sono 14 le vittime. Gravissimo un bambino di 5 anni.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani esprime profondo cordoglio per le dodici vittime della tragedia del Lago Maggiore.

Secondo le prime ricostruzioni, la fune dell’impianto della funivia, da poco rimessa in funzione, ha ceduto quasi in vetta scaraventando nel vuoto i passeggeri che sarebbero di nazionalità tedesca. La causa del crollo sarebbe quindi da attribuire alla rottura di uno dei cavi portanti della funivia.

Di conseguenza, la cabina che trasportava 15 persone è precipitata in un tratto boscoso e impervio della montagna, condizione che non ha reso facile il lavoro ai soccorritori.

Dopo la chiusura della funivia nel 2014, chiusura legata alla necessità di sostituire motori e apparato elettronico, la stessa è stata riaperta, dopo gli interventi di ammodernamento, due anni dopo. Questa di oggi era una delle prime domeniche con un alto numero di turisti, anche perché a causa del lockdown l’impianto è rimasto chiuso fino al 23 aprile.

Vigili del fuoco, personale del Soccorso Alpino e due elicotteri del 118 hanno lavorato senza sosta per estrarre i corpi senza vita dalle lamiere e soprattutto per permettere ai tre feriti di essere trasportati velocemente nel vicino ospedale. Le operazioni di soccorso non sono state comunque semplici a causa del bosco impervio che ha anche fatto ribaltare un camion dei soccorsi.

Numerosissime sono le condoglianze che stanno arrivando da tutto il mondo della politica per la tragedia che ha colpito il comune del Lago Maggiore.

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Il CNDDU è vicino alla tragedia che ha colpito il comune del Lago Maggiore e all’Italia e all’Europa che in queste ore esprimono cordoglio per il gravissimo incedente che è costato la vita a 12 persone.

Non ci sono mai e non ci possono essere le parole giuste di fronte a certe sciagure. Ora è solo il tempo del dolore e del rispetto per chi ha perso la vita in un modo così orribile.

E’ certamente anche il tempo della gratitudine per tutti i soccorritori che hanno lavorato in condizioni di difficoltà per recuperare in tempi brevi i corpi delle sciagurate vittime.

Poi arriverà il momento della riflessione e delle responsabilità.

Ci auguriamo vivamente che la giustizia faccia il suo corso e che se ci sono colpe e responsabilità queste ultime emergano con forza e trasparenza, perché le famiglie delle vittime meritano di avere risposte, il loro dolore merita considerazione e il rispetto della società civile che non può e non deve dimenticare coloro che hanno incontrato la morte in una ridente giornata di maggio, mentre celebravano la bellezza della natura e la vita stessa.


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