‘Tranvata’ in vista per gli utenti Atac

Il Consiglio d’Amministrazione Atac ha deciso, l’aumento dal 2012 del biglietto e del costo degli abbonamenti
di Maria Giovanna Tarullo - 17 Luglio 2011

In arrivo brutte notizie per i viaggiatori romani. Il Consiglio d’Amministrazione Atac ha deciso, lo scorso 14 luglio 2011, all’interno del piano industriale 2011/2015 previsto per risanare l’azienda, l’aumento del biglietto per il trasporto pubblico; che andrà dall’attuale prezzo di 1 euro per 75 minuti di corsa ad un 1.50 per 100 minuti.

La manovra graverà anche sul costo dell’ abbonamento annuale ordinario che salirà da 230 a 280 euro, mentre resteranno fortunatamente invariate le tariffe per studenti, anziani, invalidi e disoccupati, che costituiscono il 60% del totale nel trasporto pubblico di linea romano.

La decisione nasce dall’urgenza dell’azienda municipalizzata di riportare in ordine il bilancio attaccato in maniera drastica dallo scandalo “Parentopoli” che ha portato alla chiusura nel 2010 con una perdita complessiva di 96 milioni di euro. Questa nuova politica tariffaria di Atac non è vista di buon occhio dagli utenti abituali che visti i tempi di crisi vedono rincarare il prezzo del 50% , pur continuando ad usufruire di un servizio sempre meno efficiente e sicuro.

A sostegno dei romani scende in campo il Codacons che definisce “una follia” la decisione del rincaro da parte di Atac. Lo stesso presidente dell’associazione, Carlo Rienzi, ha commentato in questo modo la novità introdotta nel piano industriale: “Non vorremmo che i vertici Atac abbiano preso tale decisione dopo essere stati colpiti da un colpo di calore, magari a seguito di un viaggio sui vagoni della linea B della metro, dove notoriamente si raggiungono temperature ‘africane’ – prosegue Rienzi – L’aumento tariffario in questione è assolutamente ingiustificato, in quanto non corrisponde ad alcun aumento della qualità del servizio, che anzi tende a peggiorare costantemente. Se il Comune di Roma avallerà tale proposta, ci opporremo con tutti i mezzi, ricorrendo al Tar del Lazio e in ogni altra sede”. Nemmeno l’aumento della durata del biglietto, da 75 a 100 minuti, può in alcun modo giustificare il rincaro: nessun utente, infatti, viaggia per quasi due ore consecutive sui mezzi pubblici, e l’allungamento della durata dei ticket rappresenta solo "fumo negli occhi".

Le misure dovranno, infatti, essere approvate dall’azionista di maggioranza, ovvero il Comune di Roma, e rese operative dalla Regione Lazio .

Ma Atac sembra essere sicura della riuscita di questa mossa difendendo a spada tratta la sua decisione e sostenendo che “grazie alla politica tariffaria proposta entreranno nelle casse dell’azienda circa 35 milioni euro/anno (122 milioni di euro entro il 2015), fondi indispensabili sia per alimentare il piano di investimenti, sia per consentire progetti di incremento della qualità del servizio a breve termine.”

Tra gli interventi più urgenti risultano: incremento della flotta di superficie, manutenzione straordinaria dei mezzi, restyling di 11 stazioni della metropolitana, incremento della flotta dei mezzi eco compatibili per il centro storico, lotta all’evasione, interventi sulla sicurezza, piano di espansione delle pensiline, abbattimento delle barriere architettoniche e sviluppo del sistema di customer care.

Secondo il presidente di Atac Francesco Carbonetti "si tratta di una proposta molto ragionevole". Se non venisse approvata dalla Regione? "Dovremmo rimodulare il piano – risponde – con ovvie ripercussioni su investimenti e qualità dei servizi".

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Sono partite, intanto, le prime proteste che hanno visto protagonista il collettivo di “Roma Futura”cimentarsi in un’operazione di sabotaggio alla macchina obliteratrice dell’autobus fermo al capolinea di piazza Venezia “incappucciandola” con una busta di plastica e ponendo sotto un foglio con su scritto “Sequestrati per volontà popolare. No agli aumenti".

La campagna appoggiata da Sinistra Ecologia e Libertà ha visto la presenza anche del consigliere provinciale Gianluca Peciola che, salito su di un autobus, ha dato avvio alla prima, ma non ultima, mobiliazione contro il costo previsto di 1,50 centesimi che scatterà, se approvato, dal 2012. Una campagna di mobilitazione che durerà fino a quando l’aumento, già approvato dall’azienda di trasporto, non sbarcherà in aula Giulio Cesare per essere approvato.

"Queste tariffe fatte pagare ai romani sono ingiustificate e dovute solo alla cattiva amministrazione di Alemanno – ha sottolineato Peciola – la città si sta impoverendo e i cittadini pagano. Chiediamo che il provvedimento venga ritirato e che venga discusso un nuovo piano perché il rischio è che si vada verso un trasporto pubblico sempre più privatizzato".


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