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Tributo corale ad un grande poeta

Il Coro Accordi e Note canta De André al locale Crossroad

Palmira Pasqualini ha ottenuto un “ingaggio”del Coro Accordi e Note, di cui è presidente, per l’esecuzione di un concerto tenutosi il 15 aprile 2016 al Crossroad L ive Club, un locale sulla via Braccianense alle porte di Roma.
fabrizio-de-andre-genova-1920x708Lo spettacolo è concepito come una narrazione nella quale si incastonano, come gemme preziose, le canzoni di Fabrizio De André, grande poeta e chansonnier; le sue canzoni, che ci hanno emozionato e commosso con le storie di emarginati e di prostitute, sono state abilmente arrangiate in polifonia dal maestro e direttore del coro Roberto Boarini.
La voce narrante e la parte di cantante solista è affidata ad Antonella Bianchi, vivace e vitale che interpreta la storia che la canzone narra, calandosi nella parte e trasmettendo emozioni attraverso la sua bella voce e la sua appassionata gestualità.
Accompagnano strumentalmente: Giordana Campanella, bella, elegante e bravissima pianista, Luca Mefalopulos, dai folti baffi e occhi dolcissimi ed eccellente chitarrista e autore dei testi, e Massimo Stocchi, mite spilungone dalla insospettabile energia ed eclettico percussionista.
Il Coro Accordi e Note, ha da alcuni mesi il supporto di Grazia Neri, abilissima e paziente insegnante di “sostegno”che accultura i coristi alla corretta vocalità e che ha voluto supportarli unendosi al coro in questo concerto, in qualità di soprano.
Il concerto ha inizio, con alternanza di brani musicali, e voce narrante; il pubblico è silenzioso e attento, al di sopra delle aspettative e ciò sorregge la concentrazione e il coinvolgimento emotivo di tutti i coristi che mettono calore e forza nella loro interpretazione.
Guardo il maestro durante la nostra esecuzione, come lui continuamente ci esorta a fare, e questo è ovviamente un “must”, un obbligo mentre cantiamo, ma continuo a guardarlo anche mentre si esibisce la solista e noi coristi ed il maestro siamo, per così dire, in “pausa”.
Ecco che lui si abbandona alla musica, non riesce a stare fermo, muove il corpo, le mani, le braccia, le gambe seguendo il ritmo del brano; canta senza voce insieme alla solista, alza le sopracciglia, corruga la fronte, solleva le spalle, ruota il busto, insomma interpreta anche lui la canzone senza eseguirla!
E mi viene da pensare alla frase “avere la musica nel sangue” e un’immagine mi balena nella mente: crome e semiminime che si rincorrono e si superano e che sgomitano nelle vene e nelle arterie del maestro Roberto seguendo il ritmo e la velocità di esecuzione del brano!
Poi si torna a cantare noi del coro e il maestro rientra nel ruolo di direttore e la sua espressione si fa professionale e tesa al risultato; lo sguardo diviene magnetico, i gesti decisi e misurati, guarda ciascuno di noi, ci guida negli attacchi, nella dinamica e nei colori del brano sino a quel gesto di unione del pollice e dell’indice di entrambe le mani che segna la chiusura del brano e che scioglie la tensione che coro e maestro si sono trasferiti durante il canto.
L’applauso arriva insieme al sorriso soddisfatto del maestro.
Poi di nuovo un’altra avventura canora, un’altra montagna russa emotiva, un’altra tensione e un altro rilassamento, quasi stessimo galoppando in groppa ad una sinusoide.
Ma alla fine del concerto, dopo il secondo applauditissimo bis, ci sentiamo tutti, maestro, solista, musicisti e coristi, soddisfatti ed appagati, e forse anche un pochino stanchi, perché l’ora è tarda e l’adrenalina sta scemando; ma torniamo a casa con la netta percezione di aver nutrito con le emozioni la nostra “anima”!


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