Tuffo negato al ponte Cavour

Odioso episodio dal sapore razzistico ai danni del professore Samir Bishara, un concittadino del del V municipio
Danilo Romagnoli - 1 Gennaio 2019
Abitare A Speciale

Oggi primo giorno del 2019, si è manifestato un odioso episodio dal sapore razzistico ai danni di un concittadino del V municipio.

Teatro del “fattaccio”, il ponte Cavour, in cui si danno appuntamento alcuni ardimentosi per il tradizionale tuffo nel Tevere come significativo gesto sportivo inaugurale del nuovo anno. Tra gli impavidi, come ogni anno, si è presentato il professore Samir Bishara, insegnante al CFP GERINI di via Tiburtina, che dal 1989 (salvo rare assenze dovute a problemi di salute), ininterrottamente è stato in prima fila per onorare la tradizione: un personaggio molto noto agli “addetti ai lavori”.

Con l’occasione, il “coccodrillo del Nilo”, come lo chiamano simpaticamente i suoi allievi e colleghi, intendeva festeggiare al meglio con un tuffo il suo 70° compleanno, ma questo gli è stato impedito. Infatti durante la fase preparatoria del tuffo, gli è stato opposto un rifiuto con la risibile motivazione ufficiale che l’equipaggio dei sommozzatori non aveva la possibilità di recuperare il quinto tuffatore sulla loro imbarcazione.

A nulla sono servite le rimostranze alle forze dell’ordine presenti sul posto, anche perché i quattro tuffatori italiani presenti all’evento, pare fossero mediaticamente ben “supportati” e forse mal digerissero la presenza di un “italiano acquisito” con la pelle olivastra giunto a rubare loro un po’ di passerella. Questo è più che il sospetto anche di Bishara, il quale inoltre ha visto andare in fumo non solo la preparazione atletica di mesi, ma anche l’aspetto organizzativo con il numeroso stuolo di fans che da sempre lo accompagnano all’evento per festeggiare anche il suo compleanno.

Nonostante l’umiliazione patita, il prof. Bishara ha ricevuto al termine della mattinata, una marea di attestati di solidarietà e simpatia dei presenti i quali hanno anche loro percepito nel tuffo negato, come da loro espresso chiaramente, delle sfumature di stampo razzistico. Tesi avvalorata anche dal fatto che nessuno dei quattro tuffatori ha avvertito la necessità alla fine di manifestare solidarietà nei confronti del collega defenestrato.

Al nostro concittadino anche noi di ABITARE A ROMA manifestiamo la nostra vicinanza e autentica solidarietà per il “fattaccio”.

Danilo Romagnoli


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  1. Ai quattro nuotatori italiani avrei regalato una clava. Sono rimasti al tempo della pietra. Che tristezza! Che sconfitta umana!

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