Tutti colpevoli – In galera per espiare e per meditare – Giudici e topi – La fine dell’etica pubblica

Fatti e misfatti di novembre 2011 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 5 Novembre 2011

Tutti colpevoli

"Le vittime delle alluvioni – ha dichiarato Franco Gabrielli, da un anno capo della Protezione civile – sono il prezzo della politica del condono edilizio".

Dichiarazione assolutamente ineccepibile. Ma c’è un’altra dichiarazione ancor più ineccepibile. Quella di "Legambiente" (associazione naturalistica indipendente riconosciuta anche a livello internazionale) secondo la quale i Comuni hanno sempre permesso di costruire dove non si sarebbe potuto e dovuto . In particolare, sempre secondo "Legambiente", l’80% dei Comuni ha permesso di costruire in aree golenali o in prossimità di alvei abitazioni private, il 46% interi quartieri, il 39% strutture turistiche e commerciali. Il che è scandalosamente drammatico. Perché è lì a dimostrare che della vita della gente non importa un bel niente ad alcuno: né ai Governi, che preferiscono incassare irresponsabili consensi elettorali e qualche spicciolo di sanatoria, né ai Comuni, che preferiscono incassare entusiastici consensi immobiliari e qualche spicciolo di permesso di abitabilità.

In galera per espiare e per meditare

"L’ha picchiata per anni perché non voleva indossare il velo – hanno riportato le cronache – poi un giorno, dopo averla presa a calci e pugni, l’ha ferocemente violentata. E, quando i carabinieri sono andati ad arrestarlo, ha fatto sapere che lui ha sempre agito in osservanza della sua religione e che le leggi italiane per lui non sono niente".

L’augurio è che il magistrato che dovrà occuparsi di questo essere decida di trattenerlo in galera per il tempo necessario. Il tempo necessario per capire veramente la sua religione, che non è affatto barbara come lui, e per capire che, finché gli piacerà di vivere in Italia, dovranno necessariamente piacergli le leggi italiane. Per uno così, insomma, impensabile ed improprio ogni pseudobuonismo, ogni pseudogarantismo e ogni detenzione domiciliare. In nome del popolo italiano, ma anche della sua povera vittima.

Giudici e topi

"Due aziende in lite tra loro fin dal lontano 2000 e dopo una sentenza in prima istanza nel 2005 – è accaduto a Venezia – sono state chiamate per l’ultima udienza di Appello , dopo una lunga serie di rinvii, il 25 settembre scorso".

Adotta Abitare A

Tutto risolto, finalmente, dopo undici scandalosi anni? Macché. E questa volta, però, non perché i magistrati abbiano deciso di continuare a dormire tranquillamente sopra ai fascicoli del processo. Ma perché, quando sono andati per riprendere quei fascicoli, li hanno trovati quasi completamente mangiati dai topi. Quindi inutilizzabili. Quindi tutto da rifare daccapo. Morale alla Esopo: anche i topi, nel loro piccolo, sono più veloci e più efficienti di molti giudici italiani.
La fine dell’etica pubblica

La fine dell’etica pubblica

"C’è il ministro inquisito, il Presidente della Camera che fa il "leader" di partito, i figli dei capi eletti grazie al cognome che portano – ha scritto nella sua rubrica, su "L’Espresso", Michele Ainis – Domanda: che fine ha fatto l’etica pubblica?"

Facile risposta: in fondo al "water". 


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