Un anno dalla conclusione dei lavori per i cassonetti a scomparsa mai utilizzati

Catarci: Siamo ormai a luglio 2011 e mentre tutto tace il Municipio Roma XI intende ricordare l’insolita ricorrenza
di A.C. - 7 Luglio 2011

É passato un anno dalla conclusione dei lavori strutturali in via di Villa di Lucina e i cassonetti a scomparsa continuano ad essere inutilizzati ed abbandonati. L’AMA ne ha infatti approvato la realizzazione insieme agli altri Enti preposti ma non ha ancora stipulato il contratto per la fornitura elettrica nè avviato l’ordinaria erogazione del servizio.

I cassonetti sono ancora imballati e completamente circondati da foglie secche ed immondizia rimasta bloccata dalla grata che li circonda nella quale non è possibile entrare per ripulire la zona.

Davvero un destino beffardo per questi oggetti creati per ridurre i cattivi odori accumulando l’immondizia nel sottosuolo e salendo in superficie solo nel momento dello svuotamento. Da contenitori futuristici per una migliore raccolta dei rifiuti ora invece si ritrovano ad essere collaboratori nell’accumolo della sporcizia urbana.

Ricordando inoltre l’incidente automobilistico avvenuto a metà maggio possiamo tutt’oggi avvistare increduli i due cassonetti coinvolti nel sinistro, ancora danneggiati e ribaltati sul marciapiede a lato della via. Circa 20.000 euro buttati per così dire “al secchio” ancor prima di poter testare la validità della spesa.

«Siamo ormai a luglio 2011 – interviene Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI – e mentre tutto tace il Municipio Roma XI intende ricordare l’insolita ricorrenza. A tal fine si invitano il Presidente dell’Ama Clarke e l’Amministratore Delegato Panzironi a venire nel quartiere San Paolo a prendere atto visivamente di dodici mesi di inefficienza, inerzia, noncuranza e mancanza di rispetto per gli abitanti di Via di Villa di Lucina e per il Municipio Roma XI tutto.»

«Non trattandosi di un compleanno normale – conclude Catarci – non troveranno una candelina da spegnere né ringraziamenti. C’è però uno dei cassonetti spezzato nell’urto con una macchina uscita di strada che giace in terra da più di due mesi…».


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