Un progetto per salvare i Musei italiani dal rischio sismico

Presentato il 24 novembre 2011 nel complesso di San Michele a Ripa a Roma dalla Direzione Generale del MiBAc e finanziato da ARCUS
di Serenella Napolitano - 24 Novembre 2011

Un progetto sulla sicurezza sismica degli edifici museali: finalmente con l’entrata in vigore delle Nuove Norme Tecniche per le costruzioni del 2008, anche le Linee Guida per monitorare il nostro patrimonio culturale in caso di terremoti, sono state aggiornate.

Proprio di questo si è parlato nella mattinata del 24 novembre 2011, presso il Complesso di San Michele a Ripa a Roma. Il progetto, ideato nel 2009 dall’arch. Roberto Cecchi, attuale Segretario Generale del Ministero, prende il via dalla Convenzione – stipulata il 30 settembre 2011 dal Direttore Generale di ARCUS S. p. A. Ettore Pietrabissa, e dal Direttore Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee del MiBAC Antonia Pasqua Recchia – che regola il finanziamento da parte di ARCUS S.p.A. di 4 milioni di euro per realizzare, nell’arco del triennio 2011-2014 la Verifica della sicurezza sismica di 46 Musei statali.

Nel progetto verranno coinvolte le strutture territoriali del Ministero – sia Direzioni Regionali che Soprintendenze – e le migliori competenze scientifico-disciplinari presenti nei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica, coordinati dal Consorzio Re.LUIS, che è stato individuato dal Ministero come partner tecnico in ragione della forte connotazione sperimentale e di ricerca del progetto stesso.

“Stamattina stiamo presentando l’inizio di un progetto che per noi rappresenta già un punto di arrivo – commenta l’architetto Antonia Pasqua Recchia – perché ottenere la verifica sul nostro patrimonio culturale è di estrema importanza per ogni attività preventiva”.

“Solo due parole per esprimere quanto sia importante questa collaborazione tra ARCUS e il MiBAC. Noi dobbiamo essere il braccio del Ministero per contribuire a far diventare i beni culturali considerati soggetti passivi di mera contemplazione riflessione a soggetti attivi sviluppandoli sul territorio”, ha dichiarato il Direttore di ARCUS, Pietrabissa.

“Questo progetto che stiamo affrontando in ben 46 musei italiani a rischio sismico è una fatica ciclopica, ma siamo soddisfatti perché finalmente c’è un obbligo di legge di effettuare la verifica sul patrimonio culturale – spiega Cecchi – Sappiamo benissimo che il nostro territorio ha delle zone molto fragili e sappiamo altresì – conclude – che solo attraverso il restauro e la conservazione possiamo ammirare le bellissime superficie pavimentali, che senza, andrebbero perse”.

Infatti durante il suo intervento Cecchi ha più volte sottolineato l’importanza degli Istituti Universitari nella conservazione dei beni culturali. La conservazione implica un avanzato livello di conoscenze tecniche e scientifiche, per questo il la Direzione Generale del MiBAC si è rivolta ad appositi gruppi interdisciplinari appartenenti a strutture universitarie (Consorzio Re.LUIS, formato da docenti e ricercatori di alcune Università italiane).

Le 46 sedi museali inserite nel progetto finanziato da ARCUS S.p.A. sono ubicate in 11regioni italiane (Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Molise, Puglia, Toscana, Umbria). Per il Lazio sono state selezionate: l’Abbazia di Trisulti, l’Abbazia di Casamari a Frosinone e Villa D’Este a Tivoli.

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L’attività per le verifiche comprenderà quattro fasi essenziali: ricognizione della documentazione disponibile su gli immobili da controllare, l’esecuzione delle verifiche sismiche, inserimento dei risultati una banca dati, analisi dei risultati ed eventuali nuove progettazione per il miglioramento sismico. 


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