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Un programma per una mobilità sostenibile e in sicurezza

Francesco Sirleto - 17 Settembre 2021

La situazione della mobilità, a Roma, oggi, è caratterizzata da una profonda crisi dei servizi che determina elevati costi per i cittadini e insopportabili per l’ambiente, esasperando le disparità alimentate da una presenza di bus, metropolitane, ferrovie e persino della sharing mobility squilibrata tra aree della città, con l’uso massiccio di veicoli privati e un trasporto pubblico percepito di scarsa qualità, peggiorato dagli attuali problemi di bilancio di ATAC.

A fronte di ciò, un programma serio per la mobilità in città deve avere come priorità quello di realizzare un sistema di mobilità efficiente e sostenibile. Le risorse che il PNRR mette a disposizione devono essere utilizzate per attuare una politica di mobilità di altissimo profilo che rivoluzioni Roma già entro il Giubileo del 2025. I principi sui quali il Programma deve fondarsi sono:

  1. la sostenibilità, non solo come riduzione degli impatti ambientali, ma anche come accessibilità, sicurezza, inclusione, fruizione e riqualificazione dello spazio pubblico, riequilibrio dei servizi tra centro e periferia;
  2. l’innovazione dei servizi e delle tecnologie, rivedendo le filiere organizzative e le modalità di erogazione (servizi a chiamata, infomobilità, coordinamento tra servizi e aziende), espandendo i servizi di micromobilità e di sharing, sviluppando le tecnologie per integrare l’offerta multimodale al cittadino;
  3. investimenti nelle reti su ferro e per l’elettrificazione delle flotte del trasporto pubblico, grazie ai finanziamenti statali (circa 1 miliardo), quelli ottenibili con i prossimi bandi, quelli della UE con il programma della Missione “100 città” oltre a PON Metro e POR FESR (Fondo europeo per lo sviluppo regionale).

Le problematiche della mobilità a Roma

Secondo le più recenti e accreditate statistiche, la valutazione dei romani sulla qualità dei servizi è indicativa: un’insufficienza decisa viene assegnata alla metropolitana (5) e alla sosta a pagamento (4,8), mentre l’insoddisfazione diventa grave per il trasporto pubblico di superficie (4,1). Dal 2016 al 2019 la produzione è aumentata per le metropolitane, ma sensibilmente diminuita per i servizi di superficie, con 5 milioni di vetture-km in meno, e uno scostamento tra le vetture-km programmate e quelle realizzate pari nel 2019 al -17% per bus e tram di ATAC, -10% per i bus di Roma TPL, -7% per le ferrovie ex concesse e -4% per le metropolitane. Dalla conformazione urbanistica di Roma, e dalle carenze del trasporto pubblico, deriva la prevalenza degli spostamenti con mezzi privati, nonostante i costi elevati. Negli anni prima della pandemia gli spostamenti a Roma con auto e motoveicoli, pur essendo meno della media nazionale, sono comunque stati il 45-50%, lasciando quote limitate al trasporto pubblico locale (25-30%), e alla “mobilità dolce” a piedi o in bicicletta (20-25%). Una tendenza che non è stata scalfita dalle conseguenze sociali della crisi economica, e che anzi è stata persino rafforzata dalle necessità di distanziamento fisico durante la pandemia.

A Roma i trasporti rappresentano anche una questione di sicurezza. I veicoli privati nel 2019 hanno causato 12.300 incidenti stradali con lesioni a persone, 15.900 feriti e 131 morti, per una quota di vittime rispetto ai residenti superiore a Milano, Napoli e Torino.

Una nuova strategia per trasformare la mobilità a Roma

1) Riformare la “Governance”, vale a dire tutti quei soggetti coinvolti nelle decisioni e nella gestione della mobilità: valorizzare e potenziare le competenze della macchina amministrativa comunale; razionalizzare il sistema e le competenze delle aziende e delle agenzie integrandole e coordinandole progressivamente nelle funzioni; eliminare le sovrapposizioni tra livello locale e livello regionale.

2) Accessibilità e sicurezza al primo posto: all’insegna del motto “la città dei 15 minuti” (slogan del programma del candidato Gualtieri, coalizione di centrosinistra), ossia la possibilità di raggiungere le stazioni su ferro e la maggior parte dei servizi locali in un quarto d’ora, attraverso la riorganizzazione degli spazi urbani ripensando la loro funzione primaria a favore di pedoni, trasporto collettivo e mobilità sostenibile. Per favorire gli spostamenti a piedi o in bicicletta e la micro-mobilità occorre intervenire sulla messa in sicurezza dei punti stradali pericolosi, creare zone con limite di velocità a 30 km orari ed aree pedonali in tutti i quartieri, realizzare percorsi pedonali sicuri, “strade scolastiche” e nuove piste ciclabili adeguatamente progettate per gli spostamenti quotidiani. Al primo posto la realizzazione del Grande raccordo anulare delle bici (GRAB), un progetto partecipato di anello ciclopedonale accessibile a tutti che si sviluppa per 45 chilometri all’interno della città.

3) Un’organizzazione del traffico sostenibile ed integrata con tutte le modalità di spostamento. Va favorita l’intermodalità tramite nuovi parcheggi di scambio, diversificata la tariffazione della sosta a pagamento, esteso lo sharing anche nelle aree periferiche, garantita la rimozione costante e sistematica dei veicoli abbandonati sulle strade per aumentare i parcheggi, rafforzati i controlli per il rispetto della fascia verde, rivisto e uniformato l’orario delle ZTL.

4) L’innovazione tecnologica al servizio della mobilità del cittadino. Il cittadino dovrà avere un unico punto di accesso alla mobilità urbana, una piattaforma integrata – sotto il controllo dell’amministrazione comunale –in tempo reale e di semplice uso che consenta la pianificazione del viaggio, il pagamento digitale delle tariffe connesse per i diversi servizi di trasporto pubblico (compresi bus a chiamata, sharing, taxi e parcheggi), informazioni in tempo reale sulla situazione della mobilità, proposte di coincidenze e percorsi alternativi mentre si sta compiendo il viaggio.

5) Il ritorno della “cura del ferro”. Un sistema integrato tra ferrovie, linee metropolitane e rete tranviaria da riqualificare, trasformando le tante stazioni ferroviarie in veri hub dell’intermodalità e nodi di scambio tra i servizi metropolitani e quelli urbani. Vanno avviate tutte le progettazioni delle metropolitane per arrivare già nei prossimi anni a preparare le gare, ottenere i finanziamenti necessari e aprire i primi cantieri, iniziando da quelli per il completamento della linea C e dei prolungamenti delle linee esistenti sino al GRA con la creazione di grandi parcheggi di scambio. In particolare:

– Approvare e avviare il Piano generale pluriennale di ammodernamento e potenziamento delle linee A e B;

Prolungamento della linea C, in tempi brevi, almeno fino a piazzale Clodio;

prolungamenti delle linee Metro A, B, B1 e avvio alle procedure e al reperimento dei finanziamenti per la linea linea D;

linee ferroviarie: in sinergia con Regione Lazio e Ferrovie dello Stato, completare l’anello ferroviario, completare i raddoppi fino a Bracciano e a Guidonia, quadruplicare la tratta Ciampino-Casilina, realizzare il nodo di scambio di Pigneto, accelerare gli interventi tecnologici per aumentare la frequenza e la capacità delle linee, separare i servizi urbani da quelli regionali, migliorare accessibilità, funzionalità e sicurezza delle stazioni; migliorare e velocizzare le linee Roma-Lido e Roma-Viterbo;

tramvie: Realizzare per il Giubileo (entro il 2024) le tramvie Termini-Vaticano-Aurelio, Togliatti, Verano-Tiburtina, Termini-Parco di Centocelle-Giardinetti.

6) Un trasporto pubblico di superficie innovativo e di qualità. E’ urgente rinnovare il parco veicoli (con la sostituzione di tutta la flotta in 5 anni sfruttando il PNRR), e, insieme, con l’introduzione di servizi a chiamata effettuati anche attraverso la flotta taxi, le agevolazioni tariffarie per i servizi periferici a carattere locale, il coordinamento a livello metropolitano con i servizi ferroviari e Cotral, il piano straordinario per l’adeguamento e messa in sicurezza di tutte le fermate, l’aumento della velocità commerciale dei mezzi attraverso la realizzazione dei corridoi della mobilità previsti, garantire nel tempo tutte le corse e le stazioni accessibili.

7) Potenziamento dell’Azienda ATAC. Per riportare ATAC sulla strada dell’efficienza bisogna attuare una serie di azioni: utilizzare tutti i fondi disponibili per realizzare investimenti sulle infrastrutture e sulle vetture; rinnovare completamente il parco mezzi di superficie con almeno 500 veicoli a trazione elettrici/ibridi; digitalizzare tutti i punti di contatto tra il cittadino e l’azienda; recuperare risorse (riducendo i costi e aumentando i ricavi da tariffazione) da destinare a nuovi servizi per le periferie; riqualificare le professionalità in ottica tecnologica e verde; siglare un nuovo contratto di servizio per garantire l’ammortamento degli investimenti anche nella prospettiva di un’apertura al mercato nazionale e internazionale.

8) Ripensare la logistica urbana del trasporto merci, passando per un sistema di regole che concili le esigenze degli operatori economici con i tempi della città, evitando di pesare eccessivamente sul già congestionato traffico cittadino.

Mobilità nel Municipio V

Sul V Municipio, considerata anche la sua strategica posizione topografica all’interno del territorio cittadino e metropolitano, è necessario portare a compimento alcune infrastrutture ed azioni che sono preliminari per la nuova visione del municipio: collegamenti del trasporto pubblico con i parcheggi della mobilità privata (auto, biciclette, moto, monopattini, mobilità condivisa); ottimizzazione e armonizzazione del sistema dei trasporti e del sistema tariffario; monitoraggio dei percorsi e dei passaggi, installazione almeno sulle direttrici di tabelle elettroniche.

Ma quali sono le priorità, nel settore della mobilità, per il nostro Municipio?

Innanzitutto avviare e portare a termine alcuni grossi interventi in parte già finanziati: la realizzazione della stazione ferroviaria Pigneto; la realizzazione della linea tramviaria di Viale Palmiro Togliatti, che consentirebbe importanti interazioni con gli elementi presenti lungo il tracciato (es. Centro Carni); la trasformazione in tram e il prolungamento dell’attuale trenino “Roma – Giardinetti”; il raddoppio della tratta ferroviaria “Roma-Pescara”, in grado di aumentare il traffico ferroviario e portare benefici al servizio sul nostro territorio grazie alla presenza di ben 5 stazioni (Tor Sapienza, Prenestina, Togliatti, La Rustica, Serenissima), che vanno rese più fruibili dall’utenza. Nell’attesa della trasformazione della “Roma – Giardinetti”, inoltre, è indispensabile realizzarne il prolungamento fino a Togliatti mediante l’uso dell’infrastruttura già esistente.

Il Municipio può attivare una grande politica di piccole opere messe a sistema, utilizzando il ruolo della tecnologia applicata alla mobilità, che consente di ottenere grandi benefici con il minimo costo; basti pensare a: strumenti utili ad implementare sul territorio un sistema di regolazione del traffico, di monitoraggio ed eventualmente di sanzionamento, con informazioni, in tempo reale, dei dati sulla mobilità; strumenti che consentono di migliorare la sicurezza attiva e passiva dei pedoni e in particolare degli attraversamenti pedonali, che causano ogni anno circa 50 vittime su tutto il territorio cittadino. La sicurezza dei pedoni deve essere anche garantita con una maggiore cura dei marciapiedi e degli spazi pedonali, con pavimentazioni e percorsi che eliminino le attuali barriere architettoniche; prevedere microaree di scambio merci e zone di sosta, diffuse sul territorio, in prossimità di servizi (scuole, strutture sanitarie); avviare la realizzazione dei parcheggi di scambio già previsti (alcuni non completati, come quello di via Teano) dal progetto originario della Metro C, utilizzando le nuove tecnologie per una gestione automatizzata; verificare un recupero ed una riapertura della stazione Casilina, favorendone l’utilizzo per gli abitanti di Tor Pignattara e Quadraro; attivare un maggiore controllo sulla sosta irregolare, soprattutto lungo i percorsi dei mezzi pubblici.

L’abbattimento della sopraelevata su via Prenestina è stato più volte annunciato e mai realizzato. Il Municipio dovrà perciò impegnarsi affinché una parte degli oneri per le nuove edificazioni della stazione Tiburtina possano essere utilizzate per la realizzazione di un percorso alternativo e per l’abbattimento dell’attuale sopraelevata, come è avvenuto nel tratto successivo.

Per la lunga sosta, la cui esigenza è cresciuta a causa della sottrazione di spazi (a vantaggio delle attività commerciali) seguita alla pandemia, è necessaria la realizzazione di parcheggi sotterranei, con progetti preceduti da un serrato e partecipato confronto con i cittadini interessati e e con i comitati di quartiere.

Va sviluppata ulteriormente la ciclabilità integrata, dedicando maggiore attenzione agli aspetti legati alla sicurezza. Dovremo seguire nei prossimi anni le procedure di attuazione del GRAB ed attivare dei meccanismi di partecipazione, con i quali potranno essere progettati e realizzati nuovi itinerari di collegamento tra i parchi e di connessione con le principali reti di trasporto pubblico.

E inoltre: aree pedonali davanti alle scuole o in percorsi che garantiscano la sicurezza dei pedoni. Molte strade del nostro territorio sono senza marciapiedi o con spazi per i pedoni inferiori ai limiti di legge. È necessario quindi introdurre delle “zone 30” dove oggi non esistono marciapiedi e ampliare gli spazi pedonali esistenti, intervenendo anche sulle barriere architettoniche, a partire dalle strade principali dei quartieri. Infine, d’intesa con le associazioni e con le comunità scolastiche, è possibile incentivare i percorsi di mobilità dolce e le attività di bike to school e piedibus per i più piccoli.


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  1. Annarita Pellegrinip


    IL TRASPORTO PUBBLICO NEL V MUNICIPIO

    Buongiorno, prof. Sirleto
    Ho letto quanto lei ha scritto, in merito al suo programma di candidato al consiglio del V municipio, e, con molto piacere, ho avuto modo di rendermi conto del fatto che lei accorda molta attenzione al problema del trasporto pubblico. La disfunzione del trasporto pubblico è un problema che ho vissuto sulla mia pelle, nei 44 anni di residenza nel quartiere di Tor Tre Teste, dove ancora abito e dove tale problema non è ancora stato risolto. Alcuni anni dopo la nascita del quartiere (inizio anni ’70) l’Agenzia della mobilità ha assegnato a Tor Tre Teste una linea autobus (4 vecchie vetture, spesso in avaria), il “556”, con percorso p.zza delle Gardenie/ via Walter Tobagi. I residenti a Tor Tre Teste, in necessità di spostarsi con l’autobus, per anni, hanno atteso per ore, alle fermate, il “556”, con il risultato o di non poterci salire, al momento del suo arrivo, perché strapieno, o di riuscire a salirci con molta fatica, per viaggiarci stipati, come su un carro bestiame. Dal 2010 al 2012 ho ripetutamente scritto alla commissione mobilità del comune di Roma, al Dipartimento e all’Agenzia della mobilità su territorio metropolitano. Ogni volta ho chiesto l’assegnazione al quartiere di una seconda linea autobus (una navetta), per il collegamento veloce con tutti i mezzi in transito su via Casilina, su v.le Palmiro Togliatti e sulla via Prenestina. La mia richiesta ha sempre previsto, per la navetta Abelie/ Tobagi, un percorso brevissimo , a garanzia della frequenza, e fermate negli stessi impianti, nei quali ferma anche il “556”, nel tratto comune di percorrenza, per utilità dei residenti e per contenimento delle spese di attivazione. Sempre in quel periodo ho ripetutamente scritto al presidente della commissione mobilità dell’allora VII municipio, del cui territorio Tor Tre Teste faceva parte, il consigliere Alfonso Tesoro, che si fece parte dirigente nel sostenere la richiesta della navetta e che, ben rappresentandone la necessità per i richiedenti, poté inserirla, approvata dal consiglio municipale, nella risoluzione che impegnava Comune e Agenzia della mobilità a verificarne la fattibilità. Nel 2012, in seguito ad un piano di riassetto del servizio di trasporto pubblico, Amministrazione centrale ed Agenzia della mobilità concessero al comprensorio di Tor Tre Teste l’ambita navetta Abelie/ Tobagi, il “565”. La concessione, però, fu revocata tre anni dopo, con il pretesto che i residenti non la utilizzavano, per una politica di “espoliazione di un altare, per vestirne un altro”, dico io. Ed è in periferia che, di solito si fanno tagli, si riducono i servizi, si revocano concessioni, per destinare iniziative ai soli quartieri centrali! Tre anni fa ho presentato di nuovo la richiesta della navetta Abelie/ Tobagi, che è stata prontamente fatta calendarizzare dal presidente uscente della V commissione mobilità del V municipio, consigliere Christian Belluzzo, che, per un intero anno, non ha mai omesso di comunicarmi giorni e date d’incontro con gli ingegneri di ATAC, per discutere in merito alla richiesta della navetta, e d’invitarmi ai predetti incontri, offrendomi sempre la facoltà d’intervenire. Questa volta, però, a differenza della precedente, gli ingegneri dell’Agenzia della mobilità hanno mostrata netta contrarietà a prendere in considerazione l’assegnazione di una seconda linea a Tor Tre Teste (la navetta), perché determinati a concedere al quartiere “un servizio di maggiore utilità” (!): il prolungamento del “556” fino ad Anagnina, con raddoppio del tragitto e dei tempi di percorrenza. La scelta di ATAC è stata quella di “prendere cinque piccioni con una fava”, ossia di servirsi del “556” per portare ad Anagnina coloro che risiedono nei 5 quartieri, che il “556”, prolungato ad Anagnina, attraversa durante il suo percorso. I consiglieri del V municipio hanno votato all’unanimità il prolungamento del “556” fino ad Anagnina, senza inserire, nella risoluzione di approvazione del “556” Gardenie/ Anagnina, anche la richiesta della navetta per il comprensorio di Tor Tre Teste. Sicuramente, anche se richiesta, la navetta non sarebbe stata concessa al quartiere di T.3.T., ma è certo anche che il Dipartimento della mobilità mai avrebbe potuto concedere la navetta a Tor Tre Teste, senza una richiesta scritta da parte del consiglio del V municipio! Se Presidente e consiglieri della V commissione mobilità e presidente e consiglieri tutti del V municipio avessero votato anche a favore dell’inserimento della richiesta della navetta, nella risoluzione, con la quale è stato approvato il prolungamento ad Anagnina del “556”, avrebbero forse consentito che, in futuro, una diversa cabina di regia, una più attenta programmazione di riassetto del trasporto pubblico su territorio metropolitano, un più razionale finanziamento dei servizi sul territorio possano, finalmente, assegnare a Tor Tre Teste la navetta ripetutamente richiesta da oltre un decennio. Al momento, a nessuno è interessato che i problemi, connessi al disservizio del trasporto pubblico, che, da oltre 40 anni affliggono di chi abita a Tor Tre Teste, anziché venire risolti, siano stati aggravati. Il suo interesse per il trasporto pubblico mi fa ritenere che un avvicendamento, nelle istituzioni di prossimità e nell’istituzione centrale, ci permetterà, forse, di avere riscontro di un maggiore impegno da parte degli eletti a rappresentare i problemi dei cittadini e a sostenerli. Vorrei poter continuare a credere che coloro che si propongono a rappresentarci, per doti innate, per capacità e conoscenze acquisite, per esperienze vissute e per patrimonio culturale capitalizzato possano garantirci valenza e serietà d’impegno. E vorrei aggiungere che condivido il suo programma per il trasporto pubblico, ma mi permetta di esprimerle due perplessità. Una riguarda le piste ciclabili. A mio modesto parere, le biciclette, i monopattini non possono essere considerati un mezzo di trasporto alternativo in una metropoli, in cui le mete, da raggiungere quotidianamente, si trovano a grande distanza dal punto di partenza. Inoltre strade di modesta ampiezza, il più delle quali strette o rese tali da sedi tramviarie in posizione centrale o da file di automobili, parcheggiate su entrambi i lati della carreggiata, come quelle di Roma, non sono adatte per piste ciclabili, che risulterebbero d’intralcio alla circolazione autoveicolare e pericolose per i ciclisti. Meglio realizzarle all’interno dei parchi. La seconda perplessità si fonda sul fatto che non ritengo che lo sharing possa rappresentare una soluzione in una epoca, come quella attuale, di pericolo contagio per pandemia covid e di preoccupante asocialità. Giusta “la cura del ferro”; il potenziamento delle linee ferroviarie, tramviarie, metropolitane aere, sotterranee e di superficie, radiali e a ring; delle linee di trasporto su gomma di quartiere, a breve e veloce tragitto (le navette), collegate alle linee di trasporto su gomma a lunga percorrenza, in transito sulle consolari e sulle grandi arterie; delle linee di trasporto su gomma di collegamento delle scuole del territorio e di collegamento di tutti i poli sanitari del territorio (ospedali, ASL, poliambulatori); indispensabili aree di scambio e parcheggi pluripiani di superficie e sotterranei; necessarie sopraelevate e complanari. Ma è una accortezza, spessissimo trascurata, che pure si richiede per rendere funzionale un sistema di trasporto: la coincidenza delle fermate. Scendendo da un autobus, devo poter prendere l’autobus successivo, del quale ho necessità, nella stessa fermata, in corrispondenza della quale sono scesa dal mezzo precedente, e non a vari metri di distanza. La ringrazio per la sua attenzione e confido nel fatto che finalmente si provveda a far uscire le periferie dal loro isolamento, con un’opportuna e razionale riforma del sistema di trasporto pubblico. Cordiali saluti

    • Francesco Sirleto


      Approvo quanto scritto nel lunghissimo e dettagliato commento della signora Annarita Pellegrini al mio articolo sulla mobilità sostenibile.
      Francesco Sirleto

      • Annarita Pellegrini


        Buonasera, prof. Sirleto.
        La ringrazio per aver letto ed approvato il mio commento-fiume. Spero che lei possa entrare a far parte del consiglio del V municipio e possa aver modo di portare avanti il suo programma sul trasporto pubblico, nell’ambito del quale mi auguro possa finalmente venire sostenuta la richiesta di assegnazione di una navetta al comprensorio di Tor Tre Teste, che permetta a chi vi abita di uscire rapidamente dal quartiere e di rientrarvi agevolmente e agli alunni, che vi risiedono, di poter andare a scuola e di far ritorno a casa, senza dover costringere genitori e nonni ad accompagnarli e ad andare a riprenderli. Cordiali saluti

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