Un saluto a chi ci sorride dall’alto delle stelle

Il perché del nome di un cenacolo culturale di Centocelle
Henos Palmisano - 18 Febbraio 2019

Sai, mi disse Gianni Ponzo uscendo dal ristorante Marialuisa, le stesse riunioni che fai tu qui a Marino, le fa il vice preside del Francesco d’Assisi in un locale appena aperto a Centocelle. Avevano aderito alla cena conviviale oltre sessanta amici buongustai, rimanendone così soddisfatti, che avevano applaudito la cuoca Vincenzina: frittini vegetali di stagione, tagliolini allo scoglio, insalatina di molluschi-gamberi-calamari, fritturine di paranza, panna cotta ai frutti di bosco.
I vini eccezionali, preparati per l’occasione da mio fratello Carlo, l’enologo, erano: Aura, un bianco Montuni delle colline bolognesi e Domè un Barbera sempre delle colline bolognesi.

Gianni quella sera aveva invitato anche Antonio e Luisa, i proprietari dell’Essence, il locale di Centocelle, che mi avevano fatto i complimenti per il simposio sui personaggi dell’antica Roma e, sempre in quella occasione, mi avevano invitato ai loro mercoledì letterari.

Ci andai la settimana successiva: i locali caldi, armoniosi con alle pareti quadri raffiguranti Marilyn Monroe; ad accogliermi Luisa sorridente, solare. Aveva cambiato professione, stanca di fare l’avvocato assieme al marito, aveva comprato questi locali in via dei Platani e li aveva trasformati in un meraviglioso punto di aggregazione culturale.
Avevo finalmente trovato, a quasi sessanta anni, quel rifugio dell’anima,quell’isola culturale, che tanto avevo desiderato da adolescente.

“Benvenuto, siamo pugliesi come te, questa sera abbiamo preparato orecchiette con asparagi selvatici….” mi accolse così Luisa.
Era come stare a casa.
Gli incontri si susseguirono ed il Professor Perelli, che non mi aveva ancora conosciuto, ebbe modo di pentirsi per avermi dato la parola, ma oramai era troppo tardi, alzai la mano per parlare e, da quel momento non me ne andai più.
Antonio e Luisa vennero a trovarmi a Locorotondo, li ospitai nel trullo dei miei nonni, erano raggianti, non avevano mai dormito nel tipico alloggio pugliese. Purtroppo ci rimasero solo tre giorni; in seguito Antonio si vantò con gli amici:.. “ho dormito in un trullo vecchio di oltre tre secoli “.
Cinque anni fa il direttore d’orchestra Pietro Palmisano organizzò un grande concerto di romanze di opere liriche al teatro Petruzzelli di Bari, volle fare un omaggio al maestro e direttore Carlo Vitale.
Organizzammo le automobili e ci andammo con l’entusiasmo dei bambini che vanno in gita scolastica.
Luisa non stava nella pelle: era raggiante, occupò assieme a mia moglie il palco riservato alle autorità,” siamo la moglie e la migliore amica del presentatore” dissero a chi le voleva far sloggiare e non si mossero da lì.
È per questo motivo che l’associazione culturale si chiama Povere di Stelle, perché il famoso film con Alberto Sordi e Monica Vitti fu girato proprio al Petruzzelli, laddove ci piace ricordare Luisa.
Luisa ci lasciò a dicembre di quell’anno ed Antonio ci ha lasciati a febbraio di quest’anno: senza la gioia di vivere dell’una e la grande signorilità dell’altro non sarebbe potuta nascere la meravigliosa amicizia che ci lega da oltre dieci anni.

Grazie miei generosi amici, ciao Antonio ciao Luisa, so che adesso ci sorridete dall’alto delle stelle.

 

Henos Palmisano


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