Un secco “no” alla Casa della Moda

Inches-Cappiello: "i cittadini non hanno bisogno di vetrine di lusso"
di Valentina Rifici - 14 Luglio 2011

Non è passata neanche una settimana dalle dichiarazioni del Sindaco capitolino Gianni Alemanno e dell’Assessore Davide Bordoni che annunciavano, entusiasti, la precisa volontà di rivalorizzare le Scuderie dei Savoia di Villa Ada al fine di destinare l’intero spazio alla prima Casa di Moda romana, che le polemiche a riguardo sono state già numerose. Un rifiuto nettissimo da parte del Circolo Legambiente “Sherwood”, il quale ritiene che una privatizzazione simile “scipperebbe i romani di un patrimonio di valore unico in un parco che ha visto una battaglia trentennale dei cittadini e delle associazioni per la sua piena fruizione pubblica.”- “Una decisione a sorpresa, annunciata ancora una volta senza alcuna consultazione con le associazioni che partecipano al tavolo su Villa Ada promosso dallo stesso Campidoglio – sottolinea sempre il Circolo Legambiente “Sherwood” – un colpo di mano estivo molto pericoloso, perché prefigura la regalia di uno dei più importanti immobili presenti nel parco, che attende da anni di essere recuperato in modo sostenibile per finalità sociali, culturali e collettive.

Secca opposizione anche da parte dei Consiglieri Massimo Inches e Roberto Cappiello (La Destra), che ritengono superfluo ed erroneo assegnare come collocazione alla Casa di Moda le prestigiose Scuderie. “I cittadini hanno bisogno di sicurezza e di chi controlli il territorio, non di vetrine di lusso che riempirebbero i viali di auto e furgoni; chiederemo al consiglio del II municipio di assegnare le scuderie ad un distaccamento della polizia a cavallo, nel rispetto della sua destinazione d’uso e della volontà dei residenti e delle associazioni ”- concludono all’unisono entrambi i Consiglieri. Immediata la reazione di Davide Bordoni, Assessore alle Attività Produttive, che rassicura gli animi, affermando che la collocazione della Casa di Moda all’interno delle Scuderie non comporterebbe affatto lo stravolgimento di Villa Ada. “Garantirebbe piuttosto il ripristino di un’area di altissimo pregio ma da tempo in disuso, che in questo modo tornerebbe ad essere fruita da tutta la cittadinanza, diventando un punto di riferimento per l’Alta Moda, il Made in Italy e la salvaguardia del lavoro artigiano che la Moda italiana ha saputo trasformare in arte pura.”
 


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