Un segnale di speranza e di unità di un popolo

Ieri sera mi sono emozionato di fronte ai canti che provenivano da Colli Aniene e da tutta la città di Roma
Antonio Barcella - 16 Marzo 2020

Non mi vergogno a dirlo: ieri sera mi sono emozionato ed ho pianto di fronte ai canti che provenivano da Colli Aniene e da tutta la città di Roma. È bastato guardarsi negli occhi, da un balcone all’altro, per trovare la forza di intonare quelle meravigliose canzoni che trovano apprezzamento da parte di tutti e che fanno parte del patrimonio di una nazione. Un segnale di speranza, di coraggio e di un popolo unito davanti alla drammaticità del momento.

Persone che sacrificano la loro libertà per il bene comune e che aspettano pazientemente il momento giusto per potersi riabbracciare e socializzare come accadeva solo pochi giorni fa. Il nostro è un popolo che, come l’araba fenice, ha saputo sempre risorgere dalle sue ceneri e lo farà ancora una volta. Segnali positivi che ci aiutano a superare il momento difficile e ci fanno trovare nell’aiuto reciproco la forza per andare avanti.

Dopo questa “prigionia” forzata tra le mura domestiche, torneremo ad apprezzare la voglia di camminare in un prato, respirare il profumo di un fiore e l’abbraccio di un amico. Torneremo a riflettere sul dono della vita e non potremo fare altro che dire GRAZIE a tutti coloro che si sono prodigati per farci superare l’epidemia, dal personale medico ospedaliero, alla protezione civile, ai lavoratori che continuano ad esporsi per non farci mancare i viveri e i medicinali, a tutti coloro che hanno dimostrato solidarietà e positività in un periodo tra i più oscuri della nazione. Dimostreremo al mondo che gli italiani sono sempre gli stessi, con tanti difetti ma con la forza e la presunzione di farcela da soli e di fornire il nostro esempio agli altri come abbiamo fatto spesso nel passato.

Coraggio Italia!

 

Antonio Barcella


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