Laboratorio Analisi Lepetit

Una nuova pietra d’inciampo a Centocelle

Installata in via Tor de’ Schiavi n. 50, in onore del partigiano Domenico Ricci, martire delle Fosse Ardeatine
Francesco Sirleto - 19 Gennaio 2021

Anche quest’anno, nella mattinata e nel pomeriggio di martedì 19 gennaio, come ormai tradizione da circa 12 anni, sono state installate a Roma ben 21 pietre d’inciampo (in tedesco Stolpersteine), la maggior parte delle quali nel centro storico, ma alcune anche in periferia.

Per quanto concerne i quartieri del V Municipio, le pietre installate sono ormai più di 20, la maggior parte delle quali si trovano a Torpignattara e a Centocelle, quartieri nei quali la lotta di Liberazione, dal settembre 1943 al giugno 1944, si è rivelata di forte intensità e con un rilevante tributo di sangue.

L’individuazione e la ricostruzione delle storie personali delle persone alla cui memoria sono intitolate le pietre installate nel V Municipio, sono frutto delle lunghe e accurate ricerche condotte a cura dell’Eco Museo Casilino e della sua referente per la storia, la dott.ssa Stefania Ficacci.

Per il 2021 al Municipio V è toccata una sola pietra d’inciampo, quella intitolata a Domenico Ricci, partigiano del Partito d’Azione che risiedeva a Centocelle, in via Tor de’ Schiavi n. 50, morto ad appena 31 anni, il 24 marzo 1944, alle Fosse Ardeatine, nella terribile rappresaglia (335 furono le vittime) ordinata dal colonnello delle SS Herbert Kappler.

Nel corso della cerimonia, alla quale hanno partecipato numerosi abitanti di Centocelle, è stata ricordata la figura di Domenico Ricci, il contributo dato dai quartieri del V Municipio alla lotta di Resistenza a Roma, le varie organizzazioni nelle quali erano inquadrati centinaia e centinaia di partigiani, molti dei quali morirono o alle Ardeatine, o perché deportati in vari campi di concentramento in Polonia e in Germania.

Alla cerimonia erano presenti anche i rappresentanti della Giunta municipale: il Presidente Boccuzzi e le due assessore Maria Teresa Brunetti e Marilena Mammarella.
Foltissima la partecipazione della locale sezione dell’ANPI Giordano Sangalli, i cui rappresentanti hanno ricordato il partigiano Clemente Scifoni, spentosi all’età di 95 anni il 14 gennaio scorso.  Il partigiano Scifoni sarà ricordato anche nella seduta del Consiglio municipale del 21 gennaio prossimo.

Ricordiamo le pietre d’inciampo, singolare strumento di trasmissione della memoria storica (in particolare quella della Shoah e delle persecuzioni naziste nei confronti delle minoranze e degli oppositori politici), sono state inventate dall’artista tedesco Guenther Demnig a metà degli anni ’90, per ravvivare la memoria sbiadita dei tedeschi sulla seconda guerra mondiale. Le prime pietre infatti furono installate nelle principali città della Germania; subito dopo l’iniziativa si è diffusa anche in altri paesi come la Francia, l’Olanda, il Belgio e l’Italia.

Nel nostro Paese se ne è fatta promotrice l’Associazione Arte e Memoria, la quale, per quanto riguarda la Capitale d’Italia, è riuscita, finora, a far installare oltre 250 pietre, non limitandosi soltanto alla zona centrale, ma coinvolgendo anche la periferia.

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