Una nutria a Colli Aniene. Attenti all’area umida della Cervelletta

È venuta a morire nello spartitraffico di Viale Bardanzellu
Federico Carabetta - 5 Gennaio 2020

Una nutria è venuta a morire a Colli Aniene, nello spartitraffico di Viale Bardanzellu. Il fatto ha destato meraviglia in alcuni, ripugnanza in altri, mentre qualcuno si chiedeva di cosa fosse morto il povero animale.

La mia prima risposta è di stupore: siamo fieri e godiamo di vivere in un quartiere pieno di verde e ci meravigliamo dell’apparizione di un animaletto che è originariamente parte di un certo ambiente di cui contribuisce all’equilibrio.

“Di un certo ambiente”. Sì: infatti la nutria doveva essere lasciata lì, nel continente Sudamericano, dove viveva in pace prima che la sua piccola pelliccia non facesse … moda. Cessata dopo anni la moda, la povera creatura è stata – nel più misericordioso dei casi – abbandonata nella natura. Ma, in un habitat nuovo dove non era più rappresentato il rapporto tra questa specie ed i provvidenziali predatori. È successo così che il roditore, che è anche un grosso amatore, si sia così liberamente, rapidamente e copiosamente moltiplicato da richiedere molte attenzioni e costosi rimedi.

Fresco Market
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Al momento, le attenzioni e gli eventuali rimedi dovrebbero applicarsi all’area umida della Cervelletta da dove presumibilmente proveniva l’esemplare di Viale Bardanzellu. È  proprio lì che la specie invasiva potrebbe – se non affrontata adeguatamente – causare una catastrofe di tipo idrogeologico erodendo ed alterando le opere di bonifica già pesantemente compromesse dall’incuria.

Infatti, dovunque è passata, nel Nord come nel centro e Sud Italia, la nutria ha fatto danni ambientali, maggiormente per l’erosione delle sponde dei canali e la compromissione della tenuta degli argini a causa delle gallerie che scava spostando ingenti quantità di materiale e provocando cedimenti del terreno sovrastante le gallerie.

Ora la palla dovrebbe essere raccolta da RomaNatura per venire a capo del problema. Ne dubitiamo fortemente e tremiamo per il futuro dell’area umida della Cervelletta: nelle aree agricole interessate dal fenomeno, i consorzi di bonifica hanno dovuto affrontare spese ingenti, un notevole impiego di personale ed implicazioni economiche, idrauliche e sociali.

 

Federico Carabetta


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