Una “piccola testimonianza civica” contro il degrado  nel V municipio di Roma

Luciano Di Pietrantonio - 13 Gennaio 2020

Quanto è stato scritto e quanto si scrive, ormai da molto tempo, sulla situazione dei rifiuti solidi urbani (chiamata comunemente mondezza) della Capitale del nostro Paese? Tanto, forse ci siamo assuefatti a una situazione cronica. Denunce , proteste, mezzi di comunicazione, interrogazioni e interpellanze, sono parte di un quotidiano  richiamo nei confronti dell’Amministrazione Capitolina.

Esiste una circostanza che non ha riscontri con il recente passato, in materia di degrado urbano determinato da diversi fattori. Fare critiche e processi, in questa fase storica della nostra società, è sempre un esercizio facile, ma governare i processi produttivi e amministrativi, è sinceramente più complesso. Occorre capire come si dovrebbero risolvere queste emergenze, che la città di Roma non può più ignorare, perchè oltre al degrado, si possono innescare problemi di igiene urbana e sanitaria, e questo sarebbe veramente drammatico.

Esistono tuttavia tanti episodi, in questo difficile contesto sconosciuti o ignorati, che vanno viceversa condivisi e apprezzati, come quello che si è verificato domenica scorsa in via Frigento, ai Gordiani nel V° Municipio. Un giovane padre, uscito di casa dove risiede, con il proprio figlio sulla carrozzina per una passeggiata domenicale, vede uno spettacolo indecoroso di fronte al proprio portone, dove sono posizionati quattro cassonetti, e a terra tanti sacchetti, cartacce e rifiuti vari sparsi. Si procura un paio di guanti da lavoro, accosta la carrozzina con il figlio accanto al portone, e raccoglie tutti i rifiuti che sono a terra, mettendoli nei cassonetti dell’indifferenziata e della plastica e vetro. Il cassonetto che ha determinato, in gran parte questa situazione è stato quello della carta e cartone che alcune settimane non viene svuotato. Lo spazio a terra viene liberato dai rifiuti,e il giovane padre, contento di aver fatto una cosa utile, porta a spasso il proprio figlio felice:  il parcheggio forzato è terminato.

E’ un piccolo episodio di una persona che ha dato “una testimonianza civica” esemplare, fra la curiosità e lo stupore di diversi cittadini, che hanno visto questo atto di buona volontà contro il degrado. Questo episodio può richiamare la “teoria delle finestre rotte” , ed è una teoria criminologica sulla capacità del disordine urbano e del vandalismo di generare criminalità aggiuntiva, e comportamenti anti – sociali. La teoria afferma che mantenere e controllare ambienti urbani, reprimendo i piccoli reati, gli atti vandalici, la deturpazione dei luoghi e tanti altri fenomeni di delinquenza comune, contribuisce a creare un clima di ordine e legalità, e riduce il rischio di crimini più gravi, Questa teoria  non va sottovalutata da chi governa la città!

A Roma, i problemi di degrado sono sotto gli occhi di tutti, in tante realtà territoriali: dalle buche stradali all’illuminazione pubblica, dalla gestione del verde alla pulizia delle strade e ai rifiuti. Risolvere con urgenza le questioni legate alla discarica per la Città Eterna, garantire una gestione del ciclo dei rifiuti completo, come nelle altre capitali europee, dove questa attività è anche un fattore economico positivo. Quindi la necessità di un rilancio dell’educazione civica, partendo dalle scuole per creare una coscienza e rispetto per i servizi pubblici, e non considerare i cassonetti la discarica a cielo aperto di fronte alla propria abitazione. Così si potranno anche moltiplicare gli esempi, che oggi consideriamo la “piccola testimonianza civica”, come quella di via Frigento, e sperare di superare gradualmente il degrado di Roma.

 

Luciano Di Pietrantonio


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