Una scuola speciale per tutte/i

La Scuola deve aprire e diventare Speciale
Francesca Lepori - 19 Aprile 2020

L’amico escursionista di Sentiero Verde Antonio Citti mi segnala questo interessante articolo di Francesca Lepori pedagogista fondatrice di Bosco Caffarella, vicepresidente di C’è speranza se accade @ Rete di Cooperazione Educativa, sul sito comune-info.net, che qui di seguito riportiamo, ringraziando per la gentile concessione.

Nell’Ottocento esistevano le “scuole all’aperto” per bambini malati e predisposti alla tubercolosi. Avevano grandi spazi naturali e sperimentavano soluzioni didattiche nuove. E se per settembre venisse effettuata una manutenzione straordinaria dei giardini e cortili scolastici? E se l’educazione all’aperto e l’educazione diffusa nel territorio diventassero due volani per ripensare l’apprendimento?

È possibile firmare l’appello in coda all’articolo.

Foto di F.L.

 

La Scuola deve aprire e diventare Speciale!

Nell’Ottocento esistevano le “scuole all’aperto” per bambini malati, gracili e predisposti alla tubercolosi. Avevano grandi spazi naturali e lo scopo di dare cure mediche, istruzione ed educazione.

Si lottava contro la tubercolosi, che colpiva la popolazione mondiale e colpiva bambini e giovani. Erano chiamate “scuole speciali”, e in queste scuole si cercavano soluzioni didattiche nuove, che potessero motivare anche gli alunni in condizione di salute precaria.

Uno spazio educativo diverso dal solito e il giardino non potevano certo mancare, un ambiente naturale, a contatto diretto con la terra, il sole e l’aria. La natura diventava il luogo della vita scolastica e un vero strumento educativo e didattico.

La storia è ora attualità e nella storia possiamo trovare risposte attuali. 

Chiediamo alle nostre e nostri governanti di aprire a settembre le scuole di ogni ordine e grado.

Chiediamo che venga effettuata manutenzione straordinaria e urgente dei giardini e cortili scolastici con messa in sicurezza.

Chiediamo che venga permesso agli studenti e agli insegnanti di utilizzare i giardini come aule didattiche a tutti gli effetti.

Chiediamo che venga inserita e applicata una didattica outdoor.

Chiediamo che venga strutturata un’organizzazione scolastica che permetta di passare alcune ore all’aria aperta ogni giorno e di fare dell’educazione diffusa nel territorio e dell’educazione all’aperto due volani per ripensare l’apprendimento al di fuori di ogni logica di mercato.

Chiediamo Scuole Speciali e Aperte ai nuovi cambiamenti.

 

Per firmare l’appello ecco il link

https://comune-info.net/una-scuola-speciale-per-tutte-e-tutti/

 

 

Francesca Lepori pedagogista fondatrice di Bosco Caffarella, vicepresidente di C’è speranza se accade @ Rete di Cooperazione Educativa


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