Unione Italiana Ciechi: “Con Fase 2 a rischio nostri diritti fondamentali”

Lo afferma Giuliano Frittelli, Presidente della Sezione di Roma, a proposito dei provvedimenti in via di definizione
G. F. - 23 Aprile 2020

Giuliano Frittelli, Presidente della Sezione di Roma dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, è intervenuto a proposito dei provvedimenti, in via di definizione per la gestione della fase 2 dell’emergenza CovId-19.

Sul tema Trasporti ha dichiarato: “Il contingentamento degli accessi ai mezzi di trasporto pubblico rischia di trasformarsi nella negazione del diritto alla mobilità per i ciechi e gli ipovedenti, che non possono optare per l’automobile, e sarà necessario trovare delle soluzioni alternative e condivise che tengano conto della difficoltà delle persone con minorazioni visive”

In merito alla Mobilità ci preoccupa la corsa, seppur legittima, alla massiccia ciclabilità e alla micromobilità elettrica, prevista dall’Amministrazione Comunale di Roma per limitare il traffico automobilistico. Ma il regime di deregulation che si prospetta causerà incidenti ai disabili visivi, che non potranno evitare l’impatto con silenziosi monopattini elettrici, e si troveranno, senza saperlo, ad invadere il tratto di marciapiede o carreggiata riservato alle due ruote, delimitato soltanto da strisce colorate.”

Non parliamo poi delle famose applicazioni Software che dovrebbero supportarci in questa fase, che sono quasi sempre inaccessibili, di fatto un ulteriore ostacolo.

Circa l’Accompagnamento delle persone con deficit visivo, Frittelli esterna la forte preoccupazione della categoria che rappresenta. “Al momento”, spiega, “la presenza in strada di una persona non vedente con il suo accompagnatore è da ritenersi fuori norma, non essendo possibile stabilire tra i due una distanza superiore ad un metro. Se non verranno apportate modifiche alla normativa vigente, lo stato dell’arte porterà, di fatto, all’emarginazione sociale, di tutti noi.”

Chiediamo”, conclude, “che l’organizzazione della fase2 tenga conto anche delle nostre esigenze di cittadini fragili, bisognosi di tutela e soprattutto di prender parte ai tavoli istituzionali in cui di questo si discute.”

 

G. F.


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