V municipio, bambino autistico fuori dal centro estivo per mancanza di fondi

Famiglia denuncia discriminazione
Enzo Luciani - 19 Luglio 2011

Una brutta storia quella accaduta in V Municipio e denunciata dalla famiglia di un bambino autistico. Una di quelle che non vorremmo mai sentire ma che purtroppo, ancora una volta, balza sulle cronache dei giornali raccontando l’odissea di un bambino di 8 anni, tenuto fuori dal centro sportivo estivo del Fulvio Bernardini per mancanza di fondi. Secondo la dirigente municipale, infatti, "il V Municipio non avrebbe avuto i soldi necessari a sostenere i costi dell’operatore di cui il bambino necessitava". "Mentre – racconta la famiglia – il centro estivo avrebbe definito il bambino non integrabile con gli altri". Il padre si è subito rivolto alla legge per ottenere il rispetto dei diritti del proprio figlio ed una diffida nei confronti del V Municipio.

"Siamo di fronte  – afferma l’associazione Autismo e Futuro- alla negazione di un diritto, un diritto per di più sancito dall’articolo 3 della Costituzione, che enuncia espressamente il dovere dello Stato di rimuovere ostacoli di ordine economico e sociale, che limitano l’eguaglianza dei cittadini e che impediscono il pieno sviluppo della personalità umana".

"Purtroppo le discriminazioni sui diversamente abili persistono –  commenta Maria Gemma Azuni, consigliere al Comune di Roma Sinistra, Ecologia e Libertà Maria -. Sono vicina alle famiglie che vivono quotidianamente la complessità di una sindrome come l’autismo che spesso crea solitudine. E’ importante creare opportunità di socializzazione per sostenere i genitori e i figli, evitando ogni forma di esclusione da contesti relazionali che possono contribuire al miglioramento della qualità della vita. Sono necessari fondi e personale specializzato, per queste dolenti problematiche che non possono essere sopportate con tagli al sociale, ma con politiche incisive e d’inclusione. Azioni che possano essere preventive e propedeutiche, realizzando nuove ed adeguate strutture di accoglienza per adulti autistici, “il dopo di noi”, capaci di affrontare la carenza e la richiesta a Roma.

“ Il caso del centro Uisp- commenta il Presidente del V Municipio Ivano Caradonna – è l’inevitabile conseguenza di una gestione fallimentare e sbagliata del Bilancio del Comune di Roma, il cui unico effetto è ridurre i sevizi per i cittadini ”.  interviene sul caso che ha riguardato un bambino di 8 anni, diversamente abile, che il centro Uisp “Fulvio Bernardini” non ha potuto accogliere, non avendo personale specializzato per assisterlo.

“ Fino agli anni scorsi il Municipio, attraverso un accordo con le scuole e le associazioni territoriali, è riuscito a garantire i centri estivi grazie ai risparmi di gestione – spiega Caradonna – mettendo a disposizione per i centri stessi anche le strutture scolastiche, proprio per riuscire ad ampliare in modo importante il servizio. Inoltre – continua Caradonna – le stesse associazioni, grazie alla presenza di assistenti, garantita dal Municipio, potevano accogliere nelle strutture anche bambini diversamente abili. Quest’anno non ci sono i soldi – ammette Caradonna, ribadendo che il Bilancio del Comune non fa altro che subire tagli e penalizzare Municipi e servizi sociali. Purtroppo il caso del centro Uisp ne è un esempio emblematico. Nelle prossime ore – spiega Caradonna – farò quanto è nelle mie possibilità per trovare una soluzione a questa vicenda, sollecitando l’amministrazione comunale affinchè si adoperi per mettere fine a un fatto così grave, che penalizza le famiglie e il lavoro di questo Municipio che tanto si adopera soprattutto per la disabilità. Vorrei infatti ricordare il nostro impegno – conclude Caradonna – per riuscire ad aprire nel territorio due strutture destinate ad ospitare case famiglia per bambini diversamente abili ”.


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